Portavoce di Macron: Italia “vomitevole”

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 18:10 in Immigrazione Italia

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Gabriel Attal, il portavoce di En Marche, il partito del presidente francese, Emmanuel Macron, in un’intervista della tv Public Sénat, ha definito “vomitevole” la posizione del governo italiano riguardo alla politica migratoria, con un preciso riferimento alla questione della nave Aquarius.

La nave Aquarius dell’ONG francese SOS Méditerranée, battente bandiera di Gibilterra, ha 629 migranti a bordo e aspetta istruzioni dalle autorità, ferma a 35 miglia dall’Italia, a 27 da Malta e a oltre 800 da Valencia. Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, l’11 giugno, ha offerto Valencia come porto sicuro per la nave, a cui Italia e Malta hanno negato l’approdo. Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha ringraziato la Spagna per aver contribuito a sbloccare l’impasse creatasi tra Roma e la Valletta, definendo inoltre la decisione di Sánchez “un gesto di grande umanità”.

In seguito a tali sviluppi, il portavoce francese, Gabriel Attal, ha dichiarato: “Io, per primo, ho un pensiero per i 629 uomini, donne e bambini che si trovano sulla nave, perché parliamo di persone. Parlare di migranti è disumanizzante. Su quelle navi ci sono delle persone, delle donne incinte, dei bambini. Ed è a loro che dobbiamo pensare prima di tutto”. A ciò, Attal ha infine aggiunto: “Credo che la posizione, la linea del governo italiano sia vomitevole. È inammissibile fare della politica spicciola con delle vite umane. Trovo che sia immondo”.

Sulla stessa linea, il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha aggiunto che il presidente Macron aveva chiarito che, secondo il diritto marittimo, il Paese con la costa più vicina ha la responsabilità di soccorrere la nave in difficoltà. Tuttavia, in seguito al salvataggio di 629 migranti al largo della Libia, la nave Aquarius non ha ricevuto l’autorizzazione per attraccare in Italia. Il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha altresì chiuso tutti i porti, ritenendo che i migranti dovessero essere accolti da Malta, in quanto questa rappresenterebbe un “porto più sicuro”. Alla luce di ciò, anche le autorità maltesi hanno negato l’accesso all’Aquarius, sostenendo “di non essere coinvolte nella questione”.

In risposta alla dichiarazione del portavoce di En Marche, la capo delegazione della Lega al Parlamento europeo, Mara Bizzotto, ha affermato: “Sull’immigrazione, vomitevole è la posizione della Francia di Macron, non quella del ministro Salvini”. Secondo la capo delegazione Bizzotto, Gabriel Attal dovrebbe pensare al suo governo e: “Sciacquarsi la bocca prima di parlare dell’Italia e di Salvini. Giusto per rinfrescare la memoria al ciarlatano francese: loro fanno quotidianamente respingimenti alla frontiera. Nei mesi scorsi hanno persino perquisito degli immigrati in aperta violazione delle leggi e della sovranità italiana e, a marzo, hanno rispinto alla frontiera una giovane immigrata incinta malata di tumore, che è morta pochi giorni dopo il parto in Italia. Mi sembra evidente che sono loro a fare schifo e ad essere disumani, non l’Italia e non Salvini”. Sulla stessa linea, anche il vicepremier Di Maio si è limitato a commentare dicendo “Proprio loro parlano”.

In seguito alla decisione spagnola, Salvini ha affermato: “Con la vicenda della nave Aquarius qualcosa sta cambiando. Per la prima volta una nave partita dalla Libia e destinata all’Italia attraccherà in un Paese diverso”. Ad avviso del ministro degli Interni, a Bruxelles si è aperta una nuova frontiera sulle politiche di immigrazione e, adesso, la Commissione sarà sottoposta ad una forte pressione affinché adempia ai doveri che ha nei confronti dell’Italia. A ciò, ha inoltre aggiunto che ciò che è stato fatto per l’Aquarius verrà fatto anche con le navi successive e che il governo italiano “continuerà con la linea del buonsenso e della condivisione”. Infine, il ministro ha sottolineato che, prima dell’intervento spagnolo, l’Italia aveva acconsentito allo sbarco di minori e di donne incinte nei porti della Nazione.

La portavoce dell’UNHCR per i rifugiati in Europa meridionale, Carlotta Sami, ha commentato l’accaduto affermando: “Oltre 750 morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Bellante

di Redazione

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