Nazione Unite disposte a ruolo di controllo nel dialogo tra Stati Uniti e Corea del Nord

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 6:31 in Corea del Nord USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato, lunedì 11 giugno, che l’organizzazione è disposta a svolgere un ruolo di controllo sul processo di denuclearizzazione della penisola coreana a seguito dei negoziati previsti il 12 giugno a Singapore tra il presidente americano, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un.

“Le parti interessate del sistema delle Nazioni Unite sono pronte a supportare il processo in qualsiasi modo, incluso il controllo, qualora venisse richiesto dalle parti”, ha precisato il segretario generale Guterres.

Il tema principale dell’incontro tra i due leader verterà sulla denuclearizzazione della penisola coreana. Dal momento che il governo di Pyongyang potrebbe aver sviluppato un ordigno nucleare miniaturizzato montabile sui missili balistici intercontinentali, Washington ha chiesto di chiudere il programma nucleare nordcoreano. Tuttavia, non è ancora chiaro se il governo nordcoreano sia deciso ad impegnarsi per una denuclearizzazione concreta oppure se abbia intenzione di sfruttare l’incontro con il presidente Trump per allentare il clima di massima pressione imposto dagli Stati Uniti.

La realizzazione concreta del summit è stata minacciata più volte nel corso delle ultime settimane. In seguito a una serie di dichiarazioni pubblicate dalla Corea del Nord, che aveva cancellato un summit con la Corea del Sud e protestato sia contro le esercitazioni militari congiunte tra Seoul e Washington che contro la richiesta di eliminazione completa del proprio arsenale nucleare, il 24 maggio, con una lettera indirizzata a Kim, Trump aveva deciso di annullare l’incontro, da lui definito inappropriato dopo le recenti dichiarazioni e l’ostilità di Pyongyang.

Il giorno dopo, il 25 maggio, il regime nordcoreano aveva rilasciato un documento nel quale veniva sottolineata l’intenzione di sedersi al tavolo delle trattative con gli Stati Uniti per risolvere i problemi e raggiungere l’obiettivo di pace nella penisola coreana. Dopo questa dichiarazione, nella serata del 25 maggio, Trump aveva deciso di riprendere i contatti con la sua controparte, dichiarando che Washington voleva aprire un “dialogo produttivo” con Pyongyang riguardo l’incontro. Il 27 maggio, come previsto, alcuni funzionari statunitensi erano partiti per Singapore, dove avevano incontrato la controparte nordcoreana per discutere la logistica dell’incontro tra i due leader di Washington e Pyongyang.

Successivamente, il 30 e il 31 maggio il vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori nordcoreano, Kim Yong Chol, aveva incontrato a New York il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e a Washington il presidente Trump.

Nell’imminenza del summit, il presidente Trump si è dichiarato ottimista in merito all’esito dell’incontro con il leader nordcoreano, Kim Jong Un, mentre il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha dichiarato che Washington è impegnata nella “completa, verificabile e irreversibile denuclearizzazione della penisola coreana”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Barberis

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.