Madagascar: il presidente annuncia nuovo governo di consenso

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 9:43 in Africa Madagascar

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Hery Rajaonarimampianina, presidente del Madagascar, ha dichiarato l’11 giugno che un nuovo governo è stato nominato, a seguito di una sentenza della Corte costituzionale che ha deliberato sulla necessità di istituire un’amministrazione di “consenso nazionale”, per risolvere la crisi scatenata dalla riforma elettorale.

Le tensioni erano sorte dopo che il governo, all’inizio di aprile 2018, aveva emanato una legge elettorale che obbligava i candidati presidenziali a presentare un resoconto delle loro condanne giudiziarie. Questa decisione, secondo l’opposizione, era stata presa per impedire a Marc Ravalomanana, ex leader del Paese, accusato di aver commesso alcuni reati durante l’esilio, di candidarsi alle elezioni presidenziali previste per la fine del 2018. Dopo questa decisione si erano verificate, il 21 aprile, una serie di proteste nella capitale, Antananarivo, durante le quali erano morte 2 persone. In seguito a tali episodi di violenza, giovedì 3 maggio, la Corte Suprema del Madagascar aveva definito incostituzionale la nuova misura legislativa, e l’opposizione aveva richiesto le dimissioni di Rajaonarimampianina, continuando a protestare. Lo scorso 12 maggio, infine, il presidente aveva approvato una nuova legge che permette a Ravalomanana, principale candidato dell’opposizione, di concorrere per la carica di presidente alle prossime elezioni.

Le proteste hanno portato alla Corte costituzionale ad ordinare a Rajaonarimampianina di formare un governo di unità nazionale guidato da un “primo ministro del consenso”, per scongiurare una vera e propria crisi. Il 4 giugno, il presidente ha nominato il tecnocrate non partigiano, Christian Ntsay, 57 anni, primo ministro, come parte di un accordo con una sezione dell’opposizione per obbedire alla sentenza della Corte. “Il governo del [primo ministro] Christian Ntsay è salito in carica dopo diversi cicli di negoziati”, ha dichiarato Rajaonarimampianina ai giornalisti, in occasione di una conferenza stampa l’11 giugno, nella sua residenza ufficiale. Ntsay non è membro di alcun partito politico ed è noto come esperto internazionale in gestione del lavoro e leadership. In precedenza ha servito come ministro del turismo del Madagascar tra il 2002 e il 2003. “Parlando al primo ministro e ai ministri, dico: gli occhi della nazione e del mondo intero sono su di te”, ha aggiunto il presidente.

Il Madagascar è uno dei Paesi più poveri del mondo, nonostante le riserve di nichel, cobalto, oro, uranio e altri minerali. Un colpo di Stato del 2009 organizzato dal sindaco della capitale Antananarivo ha portato alla condanna internazionale e ha ridotto drasticamente la fiducia degli investitori stranieri, che hanno ridotto l’afflusso di denaro in Madagascar. Dal 2009 al 2014, Andry Rajoelina ha rivestito la carica di presidente di transizione. Successivamente, in occasione delle elezioni del 20 dicembre 2013, ad entrambi gli ex presenti, Ravalomanana e Rajoelina, fu impedito di partecipare. I risultati elettorali segnarono perciò la vittoria di Rajaonarimampianina. Durante il suo mandato, il Madagascar ha sperimentato l’attenuarsi di una lunga serie di crisi politiche. Ad oggi, non è ancora chiaro se il presidente si ricandiderà alle elezioni. 

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di Redazione

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