Libia: previsto rilascio ex-funzionari di Gheddafi

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 13:50 in Africa Libia

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Le autorità libiche hanno dichiarato, lunedì 11 giugno, di essere disposte a rilasciare diversi alti funzionari dell’era Gheddafi a causa di preoccupazioni mediche. È quanto ha rivelato il direttore del dipartimento investigativo del procuratore generale, Seddik al-Sour, il quale ha specificato che tra gli ufficiali in attesa di essere liberati c’è anche il capo spia dell’ex colonnello, Abu-Zaid Dorda.

Al-Sour ha riferito al quotidiano the New Arab che “Dorda e una serie di altre figure del regime di Gheddafi saranno liberate nelle prossime ore. La decisione è stata presa dopo che i medici hanno confermato che la sua salute e quella degli altri sono in condizioni critiche e che non possono essere curati all’interno della prigione”. Secondo le dichiarazioni del direttore al-Sour, verranno rilasciati anche l’ex ufficiale dell’intelligence militare Abdel Hamid Ammar e l’ex capo dell’aeronautica Abdel Karim al-Kadeiki.

Nel 2015, circa 32 funzionari erano stati condannati per gravi crimini di guerra commessi durante la rivolta iniziata nel febbraio 2011 e conclusasi con il rovesciamento e la morte del dittatore libico Muammar Gheddafi, il 20 ottobre 2011. Dorda, che al momento ha 74 anni, era stato condannato a morte insieme ad altri 9, mentre ad altri imputati erano state comminate pene detentive che vanno dai cinque anni all’ergastolo. Diversi gruppi umanitari hanno criticato le autorità libiche in seguito a sospette “gravi violazioni del giusto processo” commesse durante le prove.

La Libia versa in uno stato di caos da quando la guerra, iniziata il 17 febbraio 2011, ha rovesciato il regime del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969. In seguito alla sua uccisione, avvenuta il 20 ottobre 2011, il Paese vive una guerra civile che non si è ancora conclusa. Attualmente, si contendono il controllo due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Il secondo ha sede a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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