Iraq: tre arresti per incendio di un magazzino contenente schede elettorali

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 12:05 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le autorità irachene hanno arrestato tre agenti di polizia e un impiegato della Commissione Elettorale a seguito di un incendio, avvenuto il 10 giugno, che ha devastato un magazzino in cui erano conservate le schede elettorali delle elezioni legislative del 12 maggio in Iraq.

Gli arresti sono avvenuti ad Al-Russafa, un distretto a est di Baghdad, secondo quanto riferito dalle autorità. “Abbiamo arrestato quattro persone sospettate di essere coinvolte nell’attacco incendiario alla commissione elettorale” ha dichiarato il portavoce del Consiglio supremo della Corte di Giustizia, Abdel Sattar Bayraqdar in una dichiarazione. La notizia degli arresti è arrivata dopo che il ministro degli Interni iracheno, Qassem al-Araji, ha affermato che “non c’è dubbio che (l’incendio) è stato un atto deliberato”. I vigili del fuoco hanno tenuto sotto controllo le fiamme per diverse ore nel magazzino, prima di riuscire a domarle. L’entità del danno causato alle schede elettorali non è ancora chiara, ma la maggior parte di queste sono state messe in salvo, secondo quanto suggerito da alcuni funzionari locali. Durante l’incendio, un giornalista dell’Agency France Press ha riferito di aver visto il personale del magazzino uscire dall’edificio in fiamme, portando in salvo le urne contenenti le schede elettorali. “Il materiale elettorale, comprese alcune urne, è stato bruciato, ma la maggior parte di queste sono state spostate in un altro edificio e sono state preservate”, ha dichiarato il portavoce del generale dell’interno, Saad Maan.

Il presunto attentato incendiario è avvenuto dopo che il Parlamento iracheno aveva votato, il 6 giugno, a favore di un nuovo conteggio degli 11 milioni di voti espressi nelle elezioni parlamentari del 12 maggio, a causa di probabili irregolarità. Nella stessa occasione, i parlamentari hanno anche sollevato dall’incarico i 9 membri della Commissione Elettorale indipendente che aveva supervisionato il processo elettorale e che, il 30 maggio, aveva deciso di intervenire, a seguito delle accuse di frode, annullando i voti espressi in 1.021 seggi elettorali.

La decisione di contare nuovamente i voti è stata presa a seguito di numerose accuse di frode elettorale. Secondo quanto riportato dall’inviato a Baghdad di Al-Jazeera English, Charles Stratford, diversi distretti della capitale hanno esposto lamentele riguardo ai risultati delle elezioni. “I reclami erano stati sollevati da un certo numero di partiti provenienti da tutto il Paese, nel giorno successivo al voto, e abbiamo ascoltato l’insoddisfazione da parte del Governo Regionale Curdo (KRG) e delle province a prevalenza sunnita di Anbar, Salah Al-Din e Diyala”, ha riferito Stratford. Tuttavia, la votazione per l’annullamento della totalità dei voti è avvenuta a seguito della denuncia da parte di una commissione ministeriale di ” violazioni pericolose”, avvenute durante le elezioni. Il primo ministro Al-Abadi ha accusato l’utilizzo di dispositivi elettronici di conteggio dei voti e, secondo i servizi di intelligence iracheni, i test delle macchine per il voto, usate per la prima volta in queste elezioni, hanno prodotto risultati alterni, avvalorando la tesi delle presunte irregolarità.

Secondo i dispositivi elettronici di conteggio, la coalizione Al-Nasr del premier uscente Al-Abadi è risultata la terza forza politica, guadagnando soli 42 seggi. La coalizione Sairoon del religioso sciita Al-Sadr è riuscita, invece, a conquistare 54 dei 328 seggi. Secondo Secondo l’emittente qatarina, la performance di questa coalizione ha rappresentato l’insoddisfazione dell’elettorato iracheno nei confronti della corruzione diffusa e delle politiche disfunzionali dell’élite politica del Paese. Le promesse elettorali della coalizione di Sairoon prevedevano, invece, l’aiuto ai poveri, la costruzione di scuole e ospedali, soprattutto nelle aree colpite dall’ISIS e l’opposizione netta rispetto a qualsiasi ingerenza straniera in Iraq, sia iraniana sia statunitense.

Prima delle elezioni, Teheran aveva dichiarato pubblicamente che non avrebbe permesso alla lista di Al-Sadr di governare l’Iraq, importante alleato dell’Iran, con il quale condivide un confine. Tuttavia, Al-Sadr, a seguito del risultato elettorale, aveva incontrato Hadi Al-Amiri, leader del blocco filo-iraniano, per discutere la formazione di un governo. Secondo una dichiarazione dell’ufficio di Al-Sadr, durante l’incontro i due rivali avevano discusso i risultati delle elezioni. “Il processo di formazione del governo deve essere una decisione nazionale e, soprattutto, deve prevedere la partecipazione di tutti i blocchi vincitori”, affermava la dichiarazione. Sebbene, secondo i risultati contestati, la coalizione di Al-Sadr abbia vinto il maggior numero di seggi in Parlamento, questa sarebbe comunque lontana dalla maggioranza assoluta, 165 seggi, e avrebbe necessitato dell’appoggio di altre forze politiche per essere in grado di governare. A seguito dell’annullamento della totalità delle votazioni, la formazione di un nuovo governo appare lontana e, fino a quando verrà scelto un nuovo primo ministro, l’ex premier Al-Abadi rimarrà in carica e conserverà tutti i suoi poteri. 

Anche prima dell’incendio, le elezioni irachene,  le prime dopo la sconfitta dello Stato Islamico nel Paese, sono state caratterizzate da violenze, oltre che da presunte irregolarità. Il 6 maggio, ad una settimana dal voto, un candidato era stato ucciso nella propria abitazione, in un attacco rivendicato dall’ISIS. Il 25 maggio, due bombe artigianali avevano preso di mira il quartier generale del Partito Comunista Iracheno, che fa parte del blocco vincitore di Al-Sadr.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.