Etiopia-Egitto: riprendono i colloqui per la GERD

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 6:30 in Egitto Etiopia

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I leader dell’Etiopia e dell’Egitto hanno promesso di appianare le loro divergenze in merito alla diga che Addis Abeba sta costruendo sul fiume Nilo e che il Cairo teme possa minacciare le sue riserve d’acqua. I colloqui riguardo al completamento della Grand Ethiopian Rainassance Dam (GERD), progetto idroelettrico da 4 miliardi di dollari, sono rimasti bloccati per mesi. Tuttavia, in una conferenza stampa tenutasi nella capitale egiziana domenica 10 giugno, il primo ministro etiope Abiy Ahmed e il presidente dell’Egitto Abdel Fattah al-Sisi hanno dichiarato di essere intenzionati a mandare avanti le trattative.

“Stiamo facendo molta strada nel rafforzare la fiducia reciproca e promuovere la cooperazione bilaterale”, ha affermato al-Sisi. Da parte sua, il premier Abiy ha sottolineato che l’Etiopia si è impegnata a garantire la quota di acqua del Nilo spettante all’Egitto. Rivolgendosi agli egiziani, il primo ministro etiope ha dichiarato: “Ci prenderemo cura del Nilo, preserveremo la vostra quota di acqua e lavoreremo per aumentarla”.

La salvaguardia della quota egiziana del Nilo, principale fonte di acqua potabile e indispensabile per l’industria e l’agricoltura, è l’obiettivo prioritario dell’agenda di al-Sisi, che ha iniziato il suo secondo mandato il 2 aprile scorso. Le due parti hanno inoltre concordato che, insieme al Sudan, adotteranno misure per rendere effettivo un accordo sull’istituzione di un fondo per gli investimenti nelle infrastrutture dei tre Paesi. Verso la fine della conferenza stampa, al-Sisi ha chiesto ad Abiy di giurare a Dio e davanti al popolo egiziano che non intaccherà la quota egiziana del Nilo. “Giuro su Dio, non vi faremo mai del male”, ha ripetuto in arabo il premier etiope.

Il progetto di costruzione della GERD era stato avviato dall’Etiopia, nel 2011, con l’obiettivo di attingere dal bacino del Nilo Azzurro. Questo fiume, secondo principale affluente del Nilo, attraversa l’Etiopia, il Sudan e l’Egitto fino al Mediterraneo, contribuendo ad oltre il 60% dell’acqua che raggiunge l’Egitto. Sia il Cairo sia Kharotum temono che la diga possa danneggiare e limitare le rispettive risorse idriche. Addis Abeba, tuttavia, sostiene che la GERD non avrà alcun effetto negativo sull’Egitto e sul Sudan e che, al contrario, costituisce un progetto necessario allo sviluppo economico dell’area. La situazione è complicata dal fatto che i due trattati che regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti, risalenti al 1929 e al 1959, attribuiscono all’Egitto una percentuale maggiore e per questo vengono considerati ingiusti dall’Etiopia e dal Sudan. Per cercare di sedare le tensioni, il 16 gennaio, al-Sisi aveva dichiarato in diretta nazionale di non avere intenzione di iniziare una guerra né con l’Etiopia né con il Sudan.

Secondo il quotidiano di informazione Africanews, la diga, una volta completata, renderà l’Etiopia uno dei principali produttori di energia della regione dell’Africa orientale. È previsto che lo Stato africano diventi il primo esportatore di energia dell’area, nonché il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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