Corea del Sud, Giappone e Cina sull’intesa USA-Corea del Nord

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 17:12 in Asia USA e Canada

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Il leader sudcoreano, Moon Jae-in, ha “accolto con favore” il successo del vertice tra Usa e Corea del Nord, tenutosi a Singapore, il 12 giugno. “L’accordo di Sentosa resterà nella storia mondiale come un evento che ha messo fine alla guerra fredda”, ha dichiarato il leader nordcoreano, congratulandosi con Washington e Pyongyang per aver avviato una nuova era di pace e di cooperazione sulla penisola coreana.

Ad una riunione del governo, il 12 giugno, Moon aveva dichiarato di sperare ardentemente in un meeting positivo, capace di determinare la completa denuclearizzazione della penisola e l’inizio di una nuova era di pace per la Corea del Nord, la Corea del Sud e gli Stati Uniti.

Nei giorni scorsi, tuttavia, Moon Jae-in aveva riconosciuto che il processo di denuclearizzazione potrà essere molto lungo. Secondo il leader sudcoreano, occorreranno lungimiranza, miglioramento delle relazioni tra le due Coree e impegno nella risoluzione dei problemi della penisola coreana, per conseguirlo. Questioni complesse, come il nucleare nordcoreano e la radicata ostilità tra Stati Uniti e Corea del Nord, ha sottolineato Moon, non potranno essere risolte da un unico incontro tra i due leader. Secondo il presidente sudcoreano, sarà necessario instaurare un circolo virtuoso tra il miglioramento delle relazioni tra le due Coree e il miglioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Corea del Nord. In questo contesto, la Corea del Sud avrebbe già svolto un ruolo di spinta e sarebbe intenzionata a mantenerlo. Secondo una dichiarazione rilasciata dalla Blue House, la casa presidenziale sudcoreana, Moon Jae-in e Trump avevano discusso dell’imminente summit, nel corso di una telefonata nella giornata dell’11 giugno. Il portavoce della Blue House, Kim Eui-kyum, ha dichiarato che, in quell’occasione, il presidente Trump aveva illustrato alla sua controparte sudcoreana i dettagli delle discussioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, che sarebbero state affrontate nel corso del meeting. La Corea del Sud aveva concordato con gli Stati Uniti sulla necessità che Washington e Pyongyang trovassero un “comune denominatore tra le due parti attraverso un dialogo aperto”, per ottenere grandi risultati. Lo stesso portavoce ha dichiarato che i due avrebbero discusso anche di una possibile dichiarazione trilaterale, firmata dalla Corea del Nord, dalla Corea del Sud e dagli Stati Uniti. Il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, si recherà in Corea del Sud, il 13 e 14 giugno, e informerà dettagliatamente Moon del summit di Singapore.

Anche il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha salutato l’accordo come “un primo passo verso una risoluzione di insieme delle questioni che riguardano la Corea del Nord”. “Attraverso questo summit, l’intenzione di Kim Jong Un di denuclearizzare completamente la penisola coreana è stata confermata per iscritto”, ha dichiarato Abe.

Dalla Cina, il ministro degli esteri, Wang Yi, ha elogiato i risultati del meeting. Il ministro cinese ha dichiarato di aver sperato che il summit contribuisse a “stabilire fiducia reciproca e a superare le difficoltà” tra i due leader, essenziali per un accordo sulla denuclearizzazione e per l’assunzione di concrete iniziative a riguardo. “Speriamo che tutte le parti rilevanti faranno uno sforzo in questa direzione e che la Cina continuerà a giocare un ruolo costruttivo”, ha concluso il ministro cinese. Il governo cinese, alleato storico della Corea del Nord, ha incoraggiato da più di un anno il colloquio tra Pyongyang e Washington, le cui relazioni, a lungo complesse, si sono ulteriormente complicate nel corso dell’anno.

Donald Trump ha dichiarato che la denuclearizzazione sarà completa, avviata in tempi brevi e verificata. “Le sanzioni nei confronti della Corea del Nord rimarranno in vigore fino alla completa denuclearizzazione”, ha chiarito Trump, nel corso della conferenza stampa al termine del meeting.

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di Redazione

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