Brexit: discussione in Parlamento su “voto significativo”

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 16:00 in Europa UK

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Il primo ministro britannico, Theresa May, affronta una discussione alla Camera dei Comuni, martedì 12 giugno, con i parlamentari che vorrebbero l’autorità di costringere il governo a tornare al tavolo dei negoziati, se dovessero rifiutare l’accordo sulla Brexit. In questo primo giorno di votazioni, quindi, il Parlamento discuterà la richiesta di un “voto significativo” su qualsiasi accordo che verrà negoziato con Bruxelles prima di lasciare il blocco, il prossimo marzo. Tale voto darebbe alla Camera bassa del Parlamento più potere per impostare la “direzione politica” del governo. Un eventuale rifiuto dell’accordo potrebbe voler dire che il premier May dovrebbe negoziare nuovamente con i funzionari dell’Unione, pochi mesi prima dell’uscita ufficiale della Gran Bretagna.

Philip Lee, un parlamentare britannico del Partito Conservatore, ha annunciato il 12 giugno le proprie dimissioni a causa del “desiderio del governo di limitare” il ruolo del Parlamento nel decidere sull’eventuale accordo sulla Brexit. Ha scritto sul suo sito web che: “Se in futuro dovrò guardare i miei bambini negli occhi e dire onestamente che ho fatto del mio meglio per loro, non posso, in tutta coscienza, appoggiare l’uscita del nostro Paese dall’Unione Europea”.

Il ministro della Brexit, David Davis, ha riferito alla radio della BBC che il governo non permetterebbe mai ai legislatori di invertire la Brexit. “Qualunque cosa faremo, non la invertiremo”, ha commentato Davis. “Concedere al Parlamento un voto significativo non implica la capacità di invertire la decisione del referendum”.

Lunedì 11 giugno, Theresa May e Davis hanno dichiarato che votare contro il primo ministro vuol dire rischiare di legare le mani della Gran Bretagna riguardo ai negoziati sulla Brexit. Il governo ha anche cercato di contenere il dissenso offrendo altre opzioni sul voto significativo. Ad esempio, ha proposto un intervallo di 28 giorni prima di ulteriori trattative, se il Parlamento respingesse un accordo sulla Brexit. “Stiamo chiedendo ai membri del Parlamento di rispettare il risultato del referendum, il nostro impegno per il manifesto e di sostenere il nostro Paese”, ha riferito a Reuters, Andrew Bridgen, parlamentare conservatore e attivista pro-Brexit.
Il “voto significativo” sarà il primo test importante che la May affronterà, dopo che la Camera dei Lord ha introdotto 15 modifiche al disegno di legge, cercando di rimodellare l’approccio del governo alla Brexit e incoraggiando i parlamentari a chiedere un accordo che preveda legami più stretti possibili con l’Unione. Martedì 12 giugno, il Parlamento discute anche altri emendamenti, tra cui una sfida al piano del governo di mettere in atto il “Brexit Day” il 29 marzo, e un tentativo di rafforzare l’impegno a garantire un confine privo di attriti tra l’Irlanda del Nord e la vicina Repubblica d’Irlanda, che rimarrà nell’Unione Europea.

Se Theresa May venisse sconfitta con un voto alla Camera dei Comuni, sarebbe un altro duro colpo per un primo ministro, la cui autorità è stata sfidata più volte da quando ha perso la maggioranza del Partito Conservatore alle elezioni dello scorso anno.

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di Redazione

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