Afghanistan: inizia il cessate il fuoco ma i talebani attaccano

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 13:05 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno lanciato un attacco coordinato nel distretto di Moqor, nella provincia sud-orientale di Ghazni, la mattina del 12 giugno, uccidendo almeno 5 poliziotti afghani. Intorno alle 2:30, ora locale, del primo giorno del cessate il fuoco annunciato dal governo afghano, i militanti hanno fatto saltare in aria un veicolo militare blindato carico di esplosivi, nei pressi dell’edificio del comando di sicurezza distrettuale. L’ufficio del governatore provinciale di Ghazni ha dichiarato che, in seguito all’esplosione, è scoppiato un conflitto a fuoco tra le forze di sicurezza e i talebani e che, oltre ai 5 agenti uccisi, almeno altri 26 sono stati feriti, tra cui il governatore distrettuale. Inoltre, anche 26 talebani sono morti nello scontro e i loro veicoli sono stati distrutti, in corrispondenza all’arrivo dei rinforzi che hanno messo la zona in sicurezza. I talebani non hanno rilasciato alcuna dichiarazione riguardo all’accaduto.

Tra il 10 e l’11 giugno, il Ministero della Difesa ha dichiarato che l’esercito, la polizia e la Direzione della Sicurezza Nazionale hanno condotto operazioni congiunte contro gli insorti in varie province, tra cui Nangarhar, Ghazni, Urzgan, Zabul, Badghis, Farah, Faryab, Baghlan, Takhar e Helmand. Tra queste, 10 operazioni erano di compensazione, 2 azioni delle Forze Speciali e 125 erano interventi aerei a sostegno dell’Esercito Nazionale Afghano. In corrispondenza di tali interventi, almeno 34 militanti sono stati uccisi e altri 9 sono stati feriti.

Il presidente afghano, Ashraf Ghani, il 7 giugno, aveva annunciato un cessate il fuoco incondizionato con i talebani, in seguito alla sentenza emessa da 2.000 studiosi religiosi a Kabul, tre giorni prima. In tale direttiva si affermava che “la guerra in corso in Afghanistan è vietata dalla legge islamica”. Alla luce di ciò, il presidente Ghani, in un video messaggio trasmesso in diretta sulla pagina di Facebook del Palazzo Presidenziale, aveva dichiarato: “Con l’annuncio del cessate fuoco, intendiamo rappresentare la forza del governo afghano e la volontà del popolo, cercando una risoluzione pacifica al conflitto. Questa tregua è un’opportunità di riflessione per i talebani. Il gruppo dovrebbe capire che la loro campagna non sta conquistando i cuori e le menti del popolo, ma, al contrario, li sta alienando dalla loro causa”.

I talebani hanno risposto all’appello del presidente, il 9 giugno, annunciando un cessate il fuoco di tre giorni previsto intorno alla metà di giugno. Il gruppo ha sottolineato, tuttavia, che la tregua escluderà le forze internazionali presenti nel Paese e pertanto le operazioni contro queste ultime continueranno. I militanti hanno inoltre dichiarato che continueranno comunque a difendersi da qualsivoglia eventuale attacco. La scelta della data di avvio della tregua, programmata il 15 giugno, è dettata dall’avvio della festività musulmana Īd al-fiṭr, celebrata in concomitanza con la fine del Ramadan. Tale ricorrenza è considerata una delle più importanti secondo la religione islamica e prevede 3 giorni durante i quali le famiglie si riuniscono, preparano banchetti e, in Afghanistan, rendono omaggio ai propri defunti.

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di Redazione

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