Sánchez apre ai nazionalisti catalani

Pubblicato il 11 giugno 2018 alle 5:54 in Europa Spagna

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Pedro Sánchez mantiene la promessa di cercare una soluzione politica al problema catalano e offre al presidente della Generalitat Quim Torra la legalizzazione di una parte dello Statuto d’Autonomia della Catalogna dichiarata incostituzionale nel 2010.

Nel 2010 il Tribunale Costituzionale dichiarò nulli 14 articoli dello Statuto d’Autonomia catalano e modificò l’interpretazione di altri 27. Lo statuto era stato approvato dal parlamento catalano il 30 settembre 2005 e ratificato dal congresso nei mesi successivi, prima di essere definitivamente sottoposto a referendum. È in vigore dal 19 luglio 2006, ma, come detto, una parte fu annullata o modificata quattro anni dopo. A Barcellona considerarono quella decisione un tradimento da parte del governo Zapatero, che nel 2006 aveva promesso che avrebbe accettato “qualunque statuto votato dal parlamento catalano”. Otto anni dopo i socialisti, nuovamente al potere, tentano di rimediare a quella che molti catalani considerano l’inizio della crisi tra Madrid e Barcellona.

Il ministro dell’Amministrazione Territoriale, la catalana Meritxell Batet, ha promesso domenica a Barcellona la revisione della Costituzione, definendola “urgente, fattibile e desiderabile” e in un’intervista al quotidiano El Periódico de Catalunya, ha espresso il desiderio che la magistratura rimetta in libertà al più presto i politici arrestati per i reati correlati al referendum indipendentista catalano del 1 ottobre scorso.

Né Sánchez né Batet hanno chiarito le modalità delle proposte, in quanto ogni riforma costituzionale dovrebbe contare con l’appoggio del Partito Popolare, che gode della maggioranza assoluta al Senato di Madrid. Il più unionista dei partiti spagnoli, i liberali di Ciudadanos, hanno accusato il governo socialista di “svendere la Spagna” ai nazionalisti catalani.

Il presidente della Generalitat, Quim Torra, ha dichiarato “benvenute tutte le proposte” ed ha ammesso che tanto lui come Sánchez saranno chiamati a compiere “passi coraggiosi” per arrivare ad una soluzione della crisi. Un cambiamento di linea rispetto alle dichiarazioni seguite all’insediamento di Sánchez, in cui Torra aveva sottolineato come l’unico negoziato accettabile per l’esecutivo catalano era quello che portava alla Repubblica catalana.

Tanto la Moncloa come fonti del governo regionale di Barcellona hanno dichiarato che non è ancora prevista una data per l’incontro fra Sánchez e Torra, ammettendo che si sta lavorando per organizzare un vertice nel più breve tempo possibile.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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