Libano: cancelli elettronici intorno a un campo profughi palestinese

Pubblicato il 11 giugno 2018 alle 15:30 in Libano Medio Oriente

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L’esercito libanese ha installato porte elettroniche all’ingresso del campo profughi palestinese di Ain al-Hilweh, nei pressi della città di Sidone, nel sud del Libano. La notizia è stata riferita dal quotidiano The New Arab, il 10 giugno, riportando le reazioni dei residenti del campo e delle autorità libanesi. 

I cancelli elettronici, posti ai quattro ingressi principali, sono una misura ideata per aumentare la sicurezza nel campo profughi palestinese. Inoltre, nel 2016, l’esercito libanese aveva iniziato la costruzione di un muro dotato di torri di osservazione, che aveva separato il campo dalle aree circostanti, per garantire la gestione di problemi di sicurezza all’interno della struttura. Secondo quanto riportato dal quotidiano arabo, all’inizio del 2018 la costruzione del muro di sicurezza era quasi completa. L’installazione successiva di cancelli elettronici ha provocato l’indignazione dei residenti palestinesi. “Condanniamo l’esistenza di queste porte perché minano la dignità del nostro popolo, che si dispone davanti ai cancelli che ostacolano il nostro passaggio in entrata e in uscita”, ha dichiarato Ayman Shana, il leader politico di Hamas a Sidone. I nuovi cancelli alimenteranno ulteriori attriti tra i residenti palestinesi e l’esercito, ha aggiunto. 

Fouad Othman, leader del Fronte Democratico di Ain al-Hilweh, ha definito le nuove misure di sicurezza un “insulto” ai palestinesi. Othman ha invitato il presidente libanese Michel Aoun ad assicurare i diritti civili e la tutela umanitaria dei cittadini palestinesi, sollecitando un dialogo per “rafforzare la risolutezza del nostro popolo nel sostenere il diritto al ritorno [in Palestina]”. Centinaia di rifugiati palestinesi sono scesi in strada per manifestare contro quello che hanno etichettato come “muro di separazione razzista”. Da parte sua, l’esercito ha dichiarato che il muro e le nuove porte elettroniche non influiranno negativamente sulla vita nel campo profughi. 

I campi palestinesi del Libano si sono formati a seguito della guerra arabo-israeliana del 1948. Ain al-Hilweh oggi ospita circa 61.000 palestinesi, tra cui 6.000 fuggiti dalla guerra in Siria. Questo intervento strutturale si inserisce in un contesto più complesso di gestione dei rifugiati nella regione, reso più difficoltoso dai numerosi conflitti del Medio Oriente. In questa situazione, il 26 maggio, il Libano ha manifestato alla Siria le sue preoccupazioni in merito a una nuova legge siriana sulle proprieta. Secondo le autorità siriane, tale norma consentirà un rilancio delle aree devastate dalla guerra civile. Il Libano, tuttavia, ha sottolineato che l’iniziativa rischia di ostacolare il ritorno in patria di molti rifugiati siriani. Il ministro degli Esteri libanese, Gebran Bassil, ha inviato una lettera al suo omologo siriano, Walid al-Moualem, comunicandogli che i termini della Legge 10-2018, la legge siriana in questione, potrebbero rendere difficoltoso per i rifugiati il processo di riconoscimento dei loro possedimenti e proprietà, e in questo modo l’applicazione di tale norma scoraggerebbe alcuni di loro dal fare ritorno in patria.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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