Italia: Salvini nega approdo di 629 migranti, chiede li accolga Malta

Pubblicato il 11 giugno 2018 alle 6:00 in Immigrazione Italia

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Il nuovo ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, non ha autorizzato l’approdo sulle coste italiane di una nave con a bordo 629 migranti, chiedendo a Malta di aprire il suo porto, a suo avviso “più sicuro”.

Nella giornata di domenica 10 giugno, Salvini ha negato l’attracco sulle coste italiane di un’imbarcazione umanitaria carica di 629 migranti, e ha inviato una lettera urgente alle autorità maltesi chiedendo loro di far approdare alla Valleta la nave Aquarius. Il motivo addotto dal ministro dell’Interno sarebbe che la Valletta è un “porto più sicuro”. Tuttavia, Salvini non avrebbe autorità diretta sui porti, che esulano dalle competenze del suo Ministero, quindi non è stato immediatamente chiaro determinare se tale ingiunzione fosse da considerarsi valida. Il sindaco di Napoli, in collisione già da tempo con il leader della Lega, ha affermato che in tal caso avrebbe accolto personalmente l’imbarcazione, dicendo: “Napoli è pronta, senza fondi, a salvare vite”.

Malta ha risposto negativamente alla richiesta di Salvini, adducendo il motivo di non essere direttamente coinvolta nell’operazione di salvataggio, e causando i primi attriti nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi membri dell’Unione Europea. Salvini ha scritto sul suo account Facebook: “Malta non accoglie nessuno. La Francia respinge alla frontiera. La Spagna difende i suoi confini con le armi.  Da oggi, anche l’Italia inizierà a dire no al traffico di esseri umani, no al business dell’immigrazione illegale”.  Il ministro dell’Interno ha poi aggiunto: “Il mio obiettivo è garantire una vita pacifica a questi giovani in Africa, e ai nostri bambini in Italia”. La frase era accompagnata dall’hashtag: “Stiamo chiudendo i porti”. Il contenzioso tra Italia e Malta è stato commentato da Salvini in tale modo: “La Valletta non può sempre dire no a qualsiasi richiesta d’intervento”. Il ministro ha poi rassicurato il suo Paese che “non si ripeterà un’altra estate di sbarchi, sbarchi e sbarchi”.

Aquarius, in base a quanto ha reso noto su Twitter SOS Mediterranee, a cui appartiene, sta ora facendo rotta verso un porto di sicurezza ancora non assegnato. La nave scorta a bordo personale dell’organizzazione umanitaria Medici senza frontiere. Tra i migranti vi sono 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Si tratta per gran parte di cittadini provenienti dall’Africa sub-sahariana. In totale, sono state 6 le operazioni di soccorso effettuate da Aquarius a largo delle coste libiche, tra cui quella, conclusasi con successo, mirata a salvare 40 migranti prima stipati su un gommone che si era rovesciato, facendoli finire in mare.

Venerdì 8 giugno, le autorità maltesi avevano impedito l’ingresso nel loro porto della nave Seefuchs, che trasportava 126 migranti: l’unità navale, di appartenenza di una organizzazione non governativa olandese, era in difficoltà per via delle cattive condizioni del mare. Stando a quanto ha più tardi riferito alla polizia italiana il comandante dell’imbarcazione in questione, in tale occasione Malta aveva offerto assistenza in mare, ma non autorizzato l’ingresso in porto. Era dunque intervenuta la Guardia costiera italiana, e la nave era stata fatta approdare a Pozzallo, dove è arrivata nella mattina di sabato 9 giugno.

Carlotta Sami, portavoce dell’UNCHR per i rifugiati per l’Europa meridionale, ha commentato l’accaduto odierno affermando: “Oltre 750 morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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