Europa: Mogherini stanzia 20 milioni di aiuti per la Giordania

Pubblicato il 11 giugno 2018 alle 10:15 in Europa Giordania

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L’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha annunciato, domenica 10 giugno, in occasione di una conferenza stampa ad Amman alla presenza del ministro degli Esteri giordano, Ayman Al Safadi, che l’Unione Europea stanzierà 20 milioni di euro, corrispondenti a 23,5 milioni di dollari, di aiuti alla Giordania.

L’Unione Europea sosterrà la Giordania “con tutti i mezzi a disposizione, compresi quelli di natura economica e finanziaria”, ha dichiarato Federica Mogherini durante la sua visita ad Amman. L’Alto Rappresentate ha altresì affermato che la Giordania è un Paese che svolge un ruolo vitale nella regione e che, dunque, l’Unione lo sosterrà nel processo di riforma.

I fondi che l’UE ha deciso di stanziare rispondono in particolare alle esigenze dei cittadini giordani, che sono “particolarmente vulnerabili” in questo momento, ha dichiarato la Mogherini. La Giordania si trova in un periodo di crisi economica. Il Paese sta cercando di arginare la crescita del proprio debito pubblico, dopo essersi assicurato un prestito di 723 milioni di dollari dal Fondo Monetario Internazionale nel 2016. Tuttavia, la sua economa fa molto affidamento sui donatori internazionali, specialmente sugli Stati Uniti e la diminuzione degli investimenti di capitale straniero aggravano le difficoltà del Paese e ne rallentano la crescita.

In questo contesto, le misure di austerità del governo hanno fatto lievitare i prezzi dei beni di prima necessità in tutto il regno, culminando in proteste per le proposte fiscali, in seguito ritirate. Proprio questi disordini e l’ondata di malcontento contro l’austerità hanno portato alle dimissioni del precedente primo ministro, Hani Mulki, il 4 giugno. Il re della Giordania, Abdullah II, ha designato Omar Al-Razzaz, ex economista della Banca Mondiale, il 6 giugno, come nuovo primo ministro del Paese. Il nuovo primo ministro è stato un oppositore delle riforme liberiste del governo Mulki, ma la sua nomina rassicura i donatori stranieri sul fatto che la Giordania porterà avanti il piano triennale di riforme richieste dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) per ridurre il debito pubblico.

La Giordania ritiene che i propri problemi economici siano determinati dall’instabilità del Medio Oriente in generale e dall’onere di dover ospitare centinaia di migliaia di rifugiati in fuga dalla guerra nella vicina Siria. La Banca Mondiale afferma che la Giordania ha “prospettive di crescita deboli” nelle previsioni riferite a quest’anno. Inoltre, il 18,5% della popolazione in età lavorativa è disoccupata.

Più tardi, domenica, i diplomatici giordani hanno tenuto colloqui a La Mecca con l’Arabia Saudita, uno dei suoi principali donatori, così come gli Emirati Arabi Uniti Kuwait, su come aiutare Amman a superare i suoi problemi economici.

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di Redazione

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