Cina: reinstallati i missili su un’isola contesa nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 11 giugno 2018 alle 19:00 in Asia Cina

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La società di spionaggio israeliana ImageSat International ha scattato alcune foto, venerdì 8 giugno, che dimostrerebbero la reinstallazione del sistema missilistico terra-aria da parte della Cina sull’isola di Woody, situata nell’arcipelago delle isole Paracels nel Mar Cinese Meridionale.

Il 3 giugno sembrava che il governo di Pechino avesse deciso di rimuovere dall’isola contesa nel Mar Cinese Meridionale alcuni missili, identificati come missili HQ-9, a seguito dell’aumento delle tensioni con gli Stati Uniti nella zona. Il governo di Washington, dopo aver accusato la Cina di “intimidazione e coercizione” nella regione dell’Indo-Pacifico, aveva inviato due bombardieri B-52 a sorvolare l’area vicino alle isole Spratly.

L’operazione fa parte della missione “Continuous Bomber Presence” che gli Usa portano avanti regolarmente dal marzo del 2004 nel Pacifico, dove vogliono mantenere la prontezza delle forze americane, ma sempre “nel rispetto del diritto internazionale”, aveva chiarito il tenente colonnello portavoce del Pentagono, Chris Logan.

La reinstallazione dei missili cinesi sull’isola di Woody confermerebbe l’analisi della società di spionaggio ImageSat International, secondo la quale si sarebbe trattato di una rimozione temporanea. “Il veloce riposizionamento dei missili HQ-9 potrebbe indicare che la scelta iniziale di Pechino di rimuoverli dall’isola fosse legata a motivi di manutenzione”, ha precisato Li Jie, esperto navale cinese.

I missili HQ-9 fanno parte di un sistema di difesa aerea a luna gittata, designato a combattere gli aerei nemici ma con un uso limitato contro i missili cruise a bassa quota.

Secondo il governo di Pechino, il dispiegamento di attrezzatura militare sulle proprie isole nel Mar Cinese Meridionale è legittimo e giustificato dal diritto di autodifesa, riconosciuto dal diritto internazionale. Pechino ha costruito nella regione alcune infrastrutture, quali basi aeree, radar, sistemi di comunicazioni, moli navali e piste di atterraggio per gli aerei militari. Secondo il governo cinese, sono almeno 4 i suoi aeroporti nel Mar Cinese Meridionale: quello dell’isola Woody e quelli sulle scogliere Mischief, Subi e Fiery Cross, in cinese Meiji, Zhubi e Yongshu, che si trovano nelle isole Spratly, note al governo di Pechino come isole Nansha.

Washington, tuttavia, ha criticato le attività cinesi nell’area, promettendo di continuare a lavorare per assicurare che la regione indo-pacifica rimanga “libera e aperta”. Gli Stati Uniti sono interessati a tutelare lo status di acque internazionali del Mar Cinese Meridionale poiché nell’area passano numerose rotte commerciali e sono presenti giacimenti di risorse minerarie e di gas naturale. Il governo statunitense, pertanto, condanna la militarizzazione delle isole da parte di Pechino, poiché teme che il governo cinese possa impedire l’accesso all’area e l’entrata del Paese nel giro di affari di circa 5000 miliardi di dollari che passa nella zona.

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Alice Barberis

di Redazione

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