Summit USA – Corea del Nord: Trump e Kim in viaggio verso Singapore

Pubblicato il 10 giugno 2018 alle 10:28 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, arriveranno domenica 10 giugno a Singapore, in vista dello storico incontro tra le due parti, che avverrà il 12 giugno.

La delegazione statunitense, composta dal segretario di Stato, Mike Pompeo, il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, il capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly e la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, arriverà a Singapore nella serata di domenica 10 giugno, direttamente dal Canada, dove ha partecipato al summit del G7. Trump incontrerà il primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong, lunedì 11 giugno.

Il jet privato di Kim è partito nella tarda mattina di domenica, ed è atterrato nel pomeriggio. Il presidente è stato accolto dal ministro degli Esteri del Paese, Vivian Balakrishnan, che ha postato una foto su Twitter dove stringe la mano al leader. Il 9 giugno, un volo diretto da Pyongyang era atterrato a Singapore, sollevando il dubbio che una delegazione di funzionari nordcoreani si unirà al team guidato dal più vicino consigliere di Kim, Kim Chang Son, che si trovava già sul luogo per i preparativi del summit. Anche il leader della Corea del Nord incontrerà il premier di Singapore, nella serata di domenica 10 giugno.

Per la protezione del leader nordcoreano sono state attuate misure molto restrittive. Oltre all’utilizzo di veicoli antiproiettile, si cercherà di sviare l’attenzione dalla macchina di Kim e verranno attuate una serie di misure di sicurezza via terra, mare e aria. Inoltre, Pyongyang ha portato con sé alimenti e uno chef privato. Il governo di Singapore farà la sua parte, chiudendo il suo spazio aereo durante il summit, fornendo veicoli e agenti speciali, mettendo in sicurezza le strade e l’hotel che ospiterà i due leader ed eseguendo controlli più severi su tutti coloro che vorranno accedere all’area.

Trump e Kim discuteranno la denuclearizzazione del Paese asiatico e la pace della penisola coreana. Secondo Reuters, sono molti coloro che non credono che il presidente nordcoreano abbandonerà completamente il suo programma nucleare, ma ritengono che, dal punto di vista di Kim, incontrare Trump sia un tentativo di attenuare le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti sul Paese. Alcuni strateghi e accademici hanno spiegato che, a meno che non ci sia una grossa provocazione o la ripresa di test nucleari da parte della Corea del Nord, è improbabile che la pressione esercitata sul Paese da Washington prosegua. Gli esperti hanno sottolineato che in tutta la regione ci sono segni che dimostrano che la campagna di “massima pressione” di Trump su Pyongyang si sta già attenuando. Lo stesso presidente statunitense ha dichiarato che non userà più tale termine per definire la sua politica nei confronti della Corea del Nord, poiché la relazione con lo Stato asiatico sta migliorando.

La Corea del Nord aveva cominciato a sviluppare il suo programma nucleare e a effettuare una serie di test nucleari nel 2017. Nonostante sia uno dei Paesi più poveri al mondo, sono state impiegate enormi risorse per tali attività, che erano state punite con una serie di sanzioni sia dalle Nazioni Unite che dagli Stati Uniti. La situazione era iniziata a cambiare grazie al discorso di fine anno 2017 di Kim, che aveva chiesto alla Corea del Sud, che a febbraio 2018 aveva ospitato le Olimpiadi Invernali, se gli atleti nordcoreani potessero parteciparvi. Tale azione ha portato al riavvicinamento dei due Stati della penisola coreana e all’apertura del dialogo con gli Stati Uniti, nonostante numerosi alti e bassi e minacce di mandare all’aria l’atteso summit di Singapore.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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