Somalia: esplode autobomba, feriti 7 soldati

Pubblicato il 10 giugno 2018 alle 12:03 in Africa Somalia

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È esplosa un’autobomba presso una base militare somala nella serata di sabato 9 giugno, ferendo 7 soldati; al-Shabaab ha rivendicato l’attentato.

Major Hussein Ali, un ufficiale dell’esercito somalo, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che l’attacco è avvenuto nella tarda serata di sabato 9 giugno, presso una base militare situata appena fuori dalla cittadina di Kismayu, nella Somalia meridionale. “Abbiamo sparato al veicolo dell’attentatore suicida prima che entrasse all’interno della base. Solo 7 soldatisomali sono stati feriti”, ha affermato Ali. L’aggressione condotta ha preso di mira la stessa base militare in cui un soldato statunitense era stato ucciso, durante un attacco, il giorno precedente, venerdì 8 giugno. Abdullahi Ismail, un cittadino residente nell’area dove è avvenuto l’attentato, ha riferito a Reuters di aver visto 5 feriti che venivano trasportati all’ospedale locale.

Al-Shabaab ha rivendicato l’attacco di sabato, e Abdiasis Abu Musab, il portavoce delle operazioni militari del gruppo, ha reso noto che i suoi hanno ucciso 40 soldati somali, affermazione non congruente con la dinamica spiegata dalle forze dell’esercito. “Le forze internazionali sono fuggite via dalla base stamattina perché le avevamo già attaccate di venerdì. Abbiamo bersagliato le forze somale rimaste nella base”, ha aggiunto Abu Musab.

Il gruppo islamista Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è attivo sul territorio somalo dal 2006 e mira a rovesciare il governo centrale di Mogadiscio – il quale gode del sostegno internazionale dell’Onu e dei Paesi occidentali – per assumere il potere e imporre la propria visione, più radicale, della legge islamica, la Sharia. Inoltre, Al-Shabaab è operativo anche nell’organizzazione di attacchi e aggressioni ai danni di AMISOM, l’unità di peacekeeping inviata dall’Unione Africana che il gruppo estremista intende scacciare dal territorio. Le truppe americane, in seguito al ritiro del 1994, sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007 per assistere le forze somale nella guerra contro i terroristi. Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano ha inserito il Paese africano al primo posto tra gli Stati considerati “safe heavens” (rifugi sicuri) del terrorismo in Africa. Quando il presidente americano, Donald Trump, ha iniziato il mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, egli ha giurato di voler eliminare la minaccia jihadista da diversi Paesi, tra cui la Somalia. Ne è conseguito che, tra il gennaio e il novembre 2017, gli Stati Uniti hanno compiuto 30 bombardamenti aerei nel Paese africano contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti. L’ultimo raid si è verificato il primo aprile presso El Bur, nella regione semi-autonoma di Galmugud, in cui sono morti 5 terroristi. Lo stesso giorno, i militanti islamisti hanno attaccato le truppe dell’Unione Africana in Somalia, dopo aver detonato 2 autobombe in prossimità della base dell’organizzazione. L’attacco più letale compiuto da al-Shabaab in Somalia si è verificato il 14 ottobre 2017, a Mogadiscio, dove l’esplosione di autobombe ha ucciso più di 500 persone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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