Siria, Assad: la Russia non prende decisioni al mio posto

Pubblicato il 10 giugno 2018 alle 17:31 in Russia Siria

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Il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha smentito la voce secondo cui sarebbe la Russia, sua alleata militare, a prendere decisioni anche per lui, e ha affermato che è naturale ci siano differenti vedute anche tra Paesi alleati.

In un’intervista pubblicata domenica 10 giugno dal giornale britannico The Mail on Sunday, poi riportata integralmente anche dall’agenzia di stampa statale siriana SANA, il presidente Assad ha risposto a una domanda inerente al processo di presa di decisioni e direttive all’interno dei due Paesi alleati, Siria e Russia, per smentire alcune voci che lo vedono assoggettato al volere diplomatico e militare del presidente russo, Vladimir Putin.

“I russi, nel corso delle nostre relazioni bilaterali, non hanno mai cercato di dettare legge, anche se vi sono differenze di vedute”, ha affermato Assad. “È naturale che ci siano divergenze tra partiti differenti, che ciò avvenga dentro al nostro governo o in quelli altrui. Russia-Siria, Siria-Iran, Iran-Russia, e anche all’interno dei singoli governi di questi Paesi; è del tutto naturale. Ma alla fine l’unica decisione su ciò che avviene in Siria e ciò che avverrà, è una decisione siriana”, ha spiegato il presidente siriano.

Nell’intervista, Assad ha anche affermato di essere fiducioso che la guerra nel suo Paese avrà fine in “meno di un anno”, e ha ribadito che intende riconquistare “ogni centimetro” della Siria. Egli ha poi aggiunto che il coinvolgimento internazionale, in particolare dei Paesi occidentali quali la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti, sta solo prolungando il conflitto, e ha inoltre rallentato la risoluzione della situazione insubordinata esistente nelle aree ancora in mano ai ribelli, nel sud-ovest della Siria. “Solo due settimane fa eravamo sul punto di raggiungere la riconquista della parte sud-occidentale della Siria, ma l’Occidente ha interferito e ha chiesto ai terroristi di non seguire questo cammino in modo da prolungare il conflitto siriano”, ha affermato. Assad, e più in generale il governo di Damasco, con il termine “terroristi” si riferisce a tutti i gruppi che si oppongono al suo potere, ivi inclusi i ribelli siriani che contrastano il suo regime da quando è scoppiata la guerra civile tuttora in corso, il 15 marzo 2011.

Il sostegno iraniano e russo al regime di Assad è stato di fondamentale importanza nel contesto militare del Paese, tuttavia gli obiettivi divergenti tra il presidente siriano e i suoi alleati in Siria sono diventati via via più palesi recentemente, quando Israele ha chiesto alla Russia di assicurarsi che l’Iran e i suoi alleati non estendano la propria influenza nel territorio vicino ai suoi confini.

Martedì 5 giugno, l’agenzia di stampa Reuters ha reso noto che il dispiegamento di alcune truppe russe in Siria, non lontano dal confine con il Libano, ha causato scontri e tensioni con le forze sostenute dall’Iran, in quello che è sembrato essere un raro caso in cui Mosca non ha agito in sintonia con gli alleati di Assad direttamente iraniani o indirettamente spalleggiati da Teheran.

Le richieste recentemente avanzate da Mosca, rivolte a tutte le forze non siriane, di abbandonare la Siria sud-orientale, sono state interpretate come dirette in particolare a Teheran e alle truppe statunitensi; queste ultime sono al momento situate nell’area di Tanf, al confine con l’Iraq.

Damasco, dopo aver riconquistato i bastioni dei dissidenti nella regione del Paese situata a nord di Homs e intorno alla capitale, sta ora concentrando i suoi sforzi militari contro le regioni sud-occidentali della Siria, al confine con Israele e con la Giordania, per sconfiggere i ribelli che si oppongono all’autorità di Assad.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, intendono preservare la zona di de-escalation militare su cui avevano convenuto nel 2017 con la Russia e con la Giordania, la quale aveva aiutato a contenere gli scontri limitati in quell’area. Assad, invece, mira a ripristinare il suo controllo sull’intera regione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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