Russia: Putin vorrebbe ospitare il G7 a Mosca, rientrando nel summit

Pubblicato il 10 giugno 2018 alle 12:38 in Russia

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Il presidente della Russia, Vladimir Putin, ha dichiarato che sarebbe pronto a ospitare i membri del G7 a Mosca, spiegando che abbandonare il gruppo non è stata una scelta del governo russo.

Domenica 10 giugno, durante il summit Shanghai Cooperation Organization, in corso nella città cinese di Qingdao, i giornalisti hanno chiesto a Putin di commentare le affermazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, in partenza per il G7 in Canada, aveva dichiarato che la Russia dovrebbe essere riammessa tra i membri del summit. “Non siamo stati noi a scegliere di lasciare il G7, i nostri colleghi si sono rifiutati di venire in Russia per una serie di ragioni note. Ma saremmo felici di vederli tutti a Mosca” ha spiegato Putin. Dopo la proposta di Trump, Canada, Regno Unito e Francia si erano immediatamente opposti, mentre l’Italia si era detta d’accordo con il presidente statunitense.

Il leader russo ha aggiunto che ritiene importante organizzare un incontro con Trump, affermando altresì di condividere le preoccupazioni del presidente statunitense riguardo i rischi di una corsa alle armi fra Russia e Stati Uniti. Putin ha sottolineato di essere pronto a incontrare il leader della Casa Bianca non appena Washington sarà pronta, ricordando altresì che molti Paesi europei si sono offerti di aiutare il processo. Il governo austriaco, ad esempio, si è detto disponibile a ospitare un incontro fra i due leader. Washington avrebbe ricevuto la proposta ufficiale dell’Austria immediatamente dopo la visita di Putin a Vienna, dove ha incontrato il cancelliere del Paese, Sebastian Kurtz.

Nonostante Trump si sia espresso a favore della riammissione della Russia nel G7, il comunicato finale congiunto emanato dai membri del summit ha preso una piega diversa. Nel documento, viene sancito che le sanzioni occidentali contro Mosca continueranno fin quando il governo del Paese non attuerà quanto stabilito negli accordi di Minsk, riguardanti l’Ucraina e il rispetto della sua sovranità. Tali patti, firmati da Kiev, Mosca, Berlino e Parigi, prevedevano, tra le altre condizioni, un cessate il fuoco nelle regioni orientali dell’Ucraina, travolte dalle insorgenze a favore della Russia, e la ripresa del controllo totale del confine orientale del Paese da parte del governo ucraino. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che, se la Russia soddisferà le condizioni degli accordi di Minsk, sarà lieto di accogliere Putin al prossimo G7, che si terrà nel 2019 in Francia.

L’ingresso della Russia nel G7, divenuto G8, era avvenuto negli anni Novanta, in seguito al collasso dell’Unione sovietica. Mosca aveva acquisito il pieno status di membro del G8 nel 2002 e, dal 2006, era stata inserita nella rotazione delle presidenze di turno. La Russia era stata sospesa dal vertice a marzo del 2014, in seguito all’intervento armato in Ucraina e all’annessione della Crimea, quale segno della risolutezza degli altri membri del summit di non lasciare che i confini internazionali stabiliti vengano ridisegnati con la forza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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