Il Qatar e il terrorismo

Pubblicato il 10 giugno 2018 alle 6:01 in Approfondimenti Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Qatar è una monarchia costituzionale situata nella penisola araba che confina a sud con l’Arabia Saudita e, per il resto, è interamente circondato dal mare del Golfo Persico. Il Global Terrorism Index 2017 ha inserito il Qatar al 122esimo posto nella lista di 130 Paesi in cui è stato analizzato il grado della minaccia terroristica, con un tasso pari allo 0,115. Da 5 giugno 2017, il Qatar è protagonista di una crisi scoppiata nel Golfo in seguito all’interruzione delle relazioni diplomatiche con Doha effettuato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto, i quali hanno imposto un embargo, hanno chiuso i confini, hanno sospeso il traffico marittimo e aereo e hanno ritirato i propri ambasciatori. La motivazione di tali mosse è legata al fatto che il Qatar viene accusato di sostenere il terrorismo nella regione e di finanziare le organizzazioni terroristiche. Il problema nasce dal fatto che le autorità di Doha non considerano organizzazioni terroristiche né Hezbollah, né Hamas e nemmeno la Fratellanza Musulmana, i cui esponenti vengono ospitati nel Paese. L’Arabia Saudita, al contrario, classifica la Fratellanza Musulmana come organizzazione terroristica dal marzo 2014 ed Hezbollah dal marzo 2016. Da parte sua, il Qatar ha sempre rifiutato le accuse rivoltegli da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto. 

Nell’ambito della crisi del Golfo, gli Stati Uniti, inizialmente, avevano esplicitamente accusato Doha di avere un’ideologia estremista e di finanziare il terrorismo. Con l’evolversi della situazione, la loro posizione è cambiata e, il 16 giugno 2017, il presidente Trump ha dato avvio a un’esercitazione navale congiunta per rinsaldare la cooperazione con il Qatar, mentre l’11 luglio, i due Paesi hanno firmato un memorandum d’intesa che pone le basi per la cooperazione dei due Paesi nella lotta al terrorismo. Occorre ricordare che in Qatar è posizionata la più grande flotta statunitense, presso la base militare di Al-Udeid. L’11 luglio 2017, Stati Uniti e Qatar hanno firmato un memorandum d’intesa per combattere il finanziamento del terrorismo e, in seguito, il 10 novembre scorso, si è svolta la prima sessione di dialogo tra i due Paesi in merito ai progressi compiuti da Doha nell’implementare documento firmato con Washington.

Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism del governo americano, nell’ambito della legislazione antiterrorismo, il governo del Qatar attua leggi approvate rispettivamente nel 2004, 2010 e 2014, che riguardano la lotta al terrorismo, al suo finanziamento e ai correlati. Nello specifico, la legge del 2004 sulla lotta al terrorismo prevede ampie disposizioni per definire e perseguire attività terroristiche in Qatar, compresi i divieti di fornire informazioni, addestramento, forniture, armi, finanziamenti e sostegno materiale a terroristi e organizzazioni terroristiche. La legge non prevede l presunzione di innocenza, il diritto a un processo pubblico equo, l’accesso a consulenti legali, la presentazione a un pubblico ministero o periodi di detenzione legali definiti. Inoltre, questa proibisce di la creazione e la dirigenza di entità, associazioni o organizzazioni legali ai fini di attività terroristiche. La legge del 2004 criminalizza anche la collaborazione o l’adesione a organizzazioni o gruppi attivi all’estero che commettono crimini terroristico, anche se non contro lo Stato del Qatar. La legge sulla prevenzione della criminalità informatica del 2014 criminalizza i reati informatici collegati al terrorismo. L’Ufficio per la sicurezza dello Stato monitora attentamente le attività interne degli estremisti. Il Ministero dell’Interno (MOI) si occupa della sicurezza interna del paese ed è predisposto per rispondere agli incidenti terroristici, attraverso lo schieramento delle forze di reazione rapida e delle forze di sicurezza interne addestrate, le quali svolgono abitualmente attività di formazione ed esercizi di controterrorismo strutturati. Sia l’Ufficio per la sicurezza dello Stato sia il MOI rispondono alle strutture di comando e controllo del primo ministro qatarino. L’Office of Public Prosecution ha il compito di perseguire tutti i reati, compresi quelli relativi al terrorismo e svolge un ruolo significativo nelle indagini sul terrorismo, mentre i pubblici ministeri conducono colloqui investigativi. La supervisione e la gestione della sicurezza industriale sono esplicate nell’ambito del MOI, con la responsabilità integrata di proteggere l’infrastruttura energetica critica, i porti gli aeroporti.

Le autorità di Doha si sono dette intenzionate a partecipare al Programma di assistenza antiterrorismo dello Stato, per potenziare le capacità di sicurezza interna. Il Qatar continua inoltre a prendere parte e ad ospitare eventi multilaterali contro il terrorismo. Nel 2016, il Paese del Golfo ha finanziato le attività dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro le droghe e il crimine per contribuire ad affrontare l’estremismo violento e la radicalizzazione tra i giovani e le popolazioni più vulnerabili. Il Qatar possiede altresì un comitato nazionale anti-terrorismo (NATC) all’interno del MOI, composto da rappresentanti di oltre 10 ministri del governo e istituzioni ufficiali. Il NATC ha il compito di formulare la politica antiterrorista del Qatar, assicurando un coordinamento interregionale completo e trasparente all’interno del governo, rispettando gli obblighi del Qatar di contrastare il terrorismo in base alle convenzioni internazionali e partecipando a conferenze internazionali o delle Nazioni Unite sul tema. Il Qatar ha una propria lista di sospetti terroristi che utilizza per effettuare lo screening dei passeggeri sui voli internazionali. Le autorità qatarine conducono anche verifiche e controlli di background su tutti i richiedenti visti di lavoro, ed utilizzano scansioni biometriche per gli arrivi all’aeroporto internazionale di Hamad.

Per quanto riguarda il contrasto al finanziamento del terrorismo, il Qatar è un membro del Middle East and North Africa Financial Action Task Force, un organismo regionale in stile Financial Action Task Force (FATF), un organismo regionale di tipo Task Force per l’azione finanziaria, e l’Unità di informazione finanziaria del Qatar è membro dell’Egmont Group. La legge sul finanziamento del riciclaggio di denaro e del finanziamento terroristico del 2010 richiede al procuratore del Qatar di congelare i fondi delle persone e delle organizzazioni incluse nell’elenco delle sanzioni ISIL (Da’esh) e al-Qaida. La Banca centrale del Qatar collabora con le istituzioni finanziarie per conformarsi al congelamento dei beni in linea con le direttive delle Nazioni Unite su entità e individui, compresi i cittadini del Qatar. Il governo di Doha ha compiuto anche progressi nel contrastare il finanziamento del terrorismo (CFT) ma, coloro che finanziano le attività terroristiche all’interno del Paese sono ancora in grado di sfruttare il sistema finanziario informale. Nel 2015 e nel 2016, il Qatar ha perseguito e condannato per la prima volta individui accusati di finanziare il terrorismo. In tale ambito, il Paese ha emanato la Legge sulla Prevenzione del crimine informatico e la Legge che regola le attività di beneficenza nel 2014.

In merito al contrasto dell’estremismo violento, il Qatar ha basato la propria strategia sull’istruzione, investendoci massicciamente. Il Ministero degli Esteri ha dichiarato, nel maggio 2016, che “trascurare l’educazione significa che intere generazioni saranno più vulnerabili alla tratta di esseri umani o al terrorismo”. I leader del Qatar hanno inoltre rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’importanza di contrastare l’estremismo violento attraverso la prevenzione, il dialogo e la fiducia nelle comunità più colpite dai conflitti nella regione. Il Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione superiore (MEHE) del Qatar collaborano con gli Stati Uniti per promuovere l’educazione attraverso il Young Writers Program (YWP), un programma che coinvolge studenti provenienti da 122 scuole governative in aree con minore esposizione alla cultura.

Infine, nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, il Qatar è molto attivo all’interno dell’Onu, del Gulf Cooperation Council (GCC), della Organization of Islamic Cooperation e dell’Arab League, soprattutto sui temi legati al terrorismo. Il 4 giugno 2018, il ministro della Difesa del Qatar, Khalid bin Mohamed Al-Attiyah, ha dichiarato che l’ambizione strategica a lungo termine del suo Paese è quella di unirsi all’alleanza di difesa militare occidentale della NATO.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.