Brexit: la Gran Bretagna propone “backstop plan” di un anno

Pubblicato il 10 giugno 2018 alle 8:00 in Europa UK

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Il governo britannico ha definito un “backstop plan”, un piano di sicurezza di un anno sulla gestione del confine irlandese quando la Gran Bretagna avrà lasciato l’Unione Europea, durante una riunione avvenuta giovedì 7 giugno. L’accordo concluso risolve solo parzialmente le dispute attorno all’unione doganale con l’Unione Europea, il tema più problematico dei negoziati sulla Brexit.

Mancano circa 10 mesi al 29 marzo 2019, data in cui il governo britannico ha annunciato che uscirà ufficialmente dall’Unione. Il primo ministro britannico, Theresa May, sta lottando per tenere unito il suo governo e ottenere sostegno al “backstop plan”. Questo accordo intende mantenere la Gran Bretagna legata all’unione doganale del blocco dei Paesi europei, in caso di ritardo nell’attuazione di un accordo sulla Brexit, che deve ancora essere raggiunto con Bruxelles. La proposta di un “accordo doganale temporaneo” del governo britannico prevede, tra l’altro, che il piano di sicurezza consideri l’intero Regno Unito, e non solo l’Irlanda del Nord, allineata alle regole dell’Unione Europea.

Il Regno Unito ritiene che l’”accordo doganale temporaneo”, qualora fosse necessario, dovrebbe essere limitato nel tempo e avere la durata di un anno, dichiara il documento, che è stato anche inviato a Bruxelles. Si prevede inoltre che il futuro accordo entrerà in vigore entro la fine di dicembre 2021 al più tardi. Questo piano arriverà dopo un periodo di transizione di quasi due anni, dopo l’uscita ufficiale della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Tale proposta non è l’opzione preferita dal governo ma, se fosse necessario attivarla, la Gran Bretagna avrebbe il diritto di negoziare, firmare e ratificare accordi commerciali con altre parti del mondo.

Il documento sembra essere un compromesso tra la posizione della May e quella del ministro per la Brexit, David Davis, il quale aveva espresso la preoccupazione che la Gran Bretagna rimanesse indefinitamente all’interno dell’unione doganale dell’Unione Europea. Una fonte vicina al governo e alcuni media locali hanno riferito che Davis stava valutando se dare le dimissioni. Anche gli attivisti pro-Brexit temono che il “backstop plan” metta la Gran Bretagna “in purgatorio”, facendola rimanere essenzialmente parte dell’unione doganale dell’Unione Europea per un periodo di tempo indefinito.

Nell’unione doganale, gli Stati membri dell’Unione Europea scambiano liberamente merci, persone, capitali e servizi tra loro e applicano gli stessi dazi sulle importazioni da Paesi terzi. I membri dell’unione doganale non possono negoziare accordi commerciali con Paesi terzi, il che significa che la fuoriuscita dall’Unione potrebbe provocare il più grande scossone al commercio britannico da decenni. Il nocciolo del problema consiste nel garantire che non vi siano confini fisici duri tra la provincia britannica dell’Irlanda del Nord e la Repubblica irlandese che, invece, rimarrà nell’Unione Europea. Alcuni politici affermano che qualsiasi re-imposizione dei controlli alle frontiere potrebbe interrompere il processo di pace in corso nell’Irlanda del Nord.

Diventa sempre più scarso il tempo rimanente per i colloqui sulla Brexit, che sono stati praticamente interrotti, mentre la May cerca di superare le divisioni non solo tra i membri del suo governo, ma anche nel Partito Conservatore.

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di Redazione

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