Stati Uniti: quasi 1.800 famiglie di migranti separate al confine con il Messico

Pubblicato il 9 giugno 2018 alle 17:22 in Immigrazione USA e Canada

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Quasi 1.800 famiglie di migranti sono state separate al confine tra gli Stati Uniti e il Messico da ottobre 2016 a febbraio 2018, secondo quanto riportato da un funzionario senior del governo statunitense, rimasto anonimo.

È la prima volta che l’amministrazione Trump rivela una cifra complessiva riguardante il numero di famiglie che sono state colpite dalle nuove politiche approvate dal presidente statunitense, Donald Trump. In precedenza, le autorità avevano fornito dati relativi solamente a un periodo di due settimane di maggio. Il funzionario statunitense che ha rilasciato tali informazioni ha sottolineato di non poter fornire statistiche aggiornate, ma ha riconosciuto che il numero delle separazioni di famiglie è aumentato vertiginosamente nelle ultime settimane, a causa di ulteriori politiche adottate a riguardo. Reuters ha spiegato che, finora, la pratica di separare le famiglie non era stata sistematicamente monitorata perché, a detta del funzionario anonimo, “non era un fenomeno grande abbastanza da suscitare l’interesse pubblico”.

A maggio, il procuratore generale statunitense, Jeff Sessions, aveva annunciato l’attuazione di una politica di tolleranza zero, secondo la quale tutti coloro scoperti a entrare negli Stati Uniti illegalmente sarebbero stati sottoposti ad azioni penali. Tale procedimento porta generalmente alla separazione dei figli dai loro genitori. Il mese passato, un funzionario della U.S. Customs and Border Protection, la maggiore tra le forze dell’ordine per la sicurezza delle frontiere che espleta servizio di polizia di controllo doganale e di transito, ha testimoniato davanti al Congresso che, tra il 6 e il 19 maggio, 658 bambini sono stati separati da 638 genitori a causa delle nuove procedure. Tale cifra porta il totale delle separazioni ufficialmente note a più di 2.400, numero che non include il periodo dall’1 marzo al 6 maggio e le ultime settimane dopo il 19 maggio.

I difensori dell’immigrazione e dei bambini, i legislatori democratici e le Nazioni Unite hanno tutti condannato la pratica della separazione delle famiglie al confine, ma l’amministrazione statunitense ha difeso le sue azioni, spiegando che, agendo in questo modo, sta tentando di proteggere i bambini. Inoltre, le autorità hanno aggiunto che l’attraversamento illegale delle frontiere verrà perseguito per legge, indipendentemente dai legami famigliari.

Nella maggior parte dei casi di famiglie separate al confine tra ottobre 2016 e febbraio 2018, i figli sono stati allontanati dai genitori per cause mediche o di sicurezza. Ad esempio, il funzionario statunitense rimasto anonimo ha riportato casi di madri o padri che necessitavano cure mediche o la scoperta, da parte delle autorità, che un genitore aveva precedenti penali negli Stati Uniti o nel Paese d’origine. In 237 casi, invece, la separazione era avvenuta poiché gli agenti al confine sospettavano che alcune persone si fingessero genitori per attraversare il confine.

Tuttavia, alcune organizzazioni hanno protestato contro questo fenomeno. Ad esempio, l’American Civil Liberties Union, un’organizzazione non governativa orientata a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti, ha fatto causa al governo per conto di una richiedente asilo proveniente del Congo. La donna si era consegnata alle autorità di confine della California, ma era stata separata dalla figlia, che era stata trasferita a Chicago. I funzionari del governo, da parte loro, si sono difesi dichiarando che la bambina era stata allontanata dalla madre perché non si poteva confermare che le due fossero effettivamente imparentate. In seguito, era stato effettuato un test del DNA per chiarire la relazione fra le due.

Lee Gelernt, l’avvocato che rappresenta la madre della bambina e altri genitori in situazioni simili, ha dichiarato che l’amministrazione Trump sta utilizzando accuse di frode e preoccupazioni relative alla sicurezza per giustificare una politica che, in realtà, non è volta a proteggere i bambini ma a scoraggiare futuri attraversamenti illegali di confine.

Venerdì 8 giugno, Dianne Feinstein, la senatrice senior parte della Commissione legislativa giudiziaria del Senato, congiuntamente ad altri 26 democratici e a 2 indipendenti, ha presentato una proposta di legge per limitare ulteriormente la capacità delle forze dell’ordine federali di separare i bambini immigrati dalle loro famiglie, a meno che un tribunale non decida che tale azione sia fondamentale per il bene del minore. Il documento proposto dalla Feinstein sottolinea che un bambino non può essere allontanato dal genitore o dal suo custode legale “solamente per perseguire l’obiettivo di scoraggiare gli individui a migrare verso gli Stati Uniti”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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