Somalia: al Shabaab attacca truppe statunitensi, 1 morto e 5 feriti

Pubblicato il 9 giugno 2018 alle 11:12 in Africa Somalia

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Un soldato delle forze speciali statunitensi presenti in Somalia è stato ucciso, venerdì 8 giugno, e altri 5 soldati, kenyoti e somali, sono stati feriti in un attacco avvenuto nei pressi della città di Giamama e rivendicato dal gruppo islamista somalo al Shabaab.

Le forze speciali degli Stati Uniti stavano effettuando alcune operazioni con circa 800 truppe delle Forze di Sicurezza Nazionale somale e delle Forze di Difesa del Kenya, quando sono stati attaccati da mortai e armi da fuoco. Le truppe americane erano supportate da un aereo di sorveglianza armato, che tuttavia non è riuscito a determinare la posizione di provenienza dell’attacco. La vittima è stata in seguito identificata come il sergente di squadra Alexander Conrad, di 26 anni, secondo quanto riportato dal Dipartimento di Difesa nella serata di sabato 9 giugno.

Il portavoce delle operazioni militari di al Shabaab, Abdiasis Abu Musab, ha spiegato che la sua parte ha attaccato una base militare nella città meridionale di Chisimaio, uccidendo un soldato statunitense, 2 kenyoti e 9 somali dello Stato di Oltregiuba, ferendo altresì altri 4 militari americani. Il portavoce dell’esercito del Kenya, David Obonyo, ha spiegato, tuttavia, che le sue forze non sono state coinvolte nelle operazioni somale di venerdì.

Le truppe statunitensi, kenyote e somale fanno parte di una missione volta a eliminare la presenza di al Shabaab dalle aree contese e dai villaggi controllati dai militanti, stabilendo altresì un avamposto permanente per espandere la portata del governo della Somalia, secondo quanto riportato da una dichiarazione rilasciata dagli Stati Uniti.

L’organizzazione terroristica al Shabaab, in arabo “la gioventù”, affiliata di al-Qaeda, è attiva in nello Stato africano dal 2006. I militanti combattono per rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU e dall’Occidente, e imporre nel Paese una severa interpretazione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007, assistendo l’esercito africano nella guerra contro i terroristi. Dopo essere stati espulsi dalla capitale, nell’agosto del 2011, i jihadisti hanno cominciato a perdere altre numerose roccaforti sparse nel Paese.

Tuttavia, al Shabaab resta una grave minaccia, con i suoi combattenti che effettuano ripetutamente bombardamenti contro obiettivi civili e militari a Mogadiscio e altre città della Somalia. Infatti, nell’ultimo anno, i funzionari dell’esercito statunitense hanno rinnovato la loro preoccupazione riguardo al Shabaab, che nel 2013 si era reso responsabile di uno dei più letali attacchi terroristici del territorio africano, diretto contro un famoso centro commerciale di Nairobi, in Kenya. I funzionari temono che il gruppo estremista si trovi in un periodo di ripresa, dopo aver perso il controllo della maggior parte del territorio e molti dei suoi militanti negli ultimi anni.

Da quando ha iniziato il suo mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha giurato di voler eliminare la minaccia jihadista da diversi Paesi, tra cui la Somalia. Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, infatti, aveva inserito il Paese africano al primo posto tra gli Stati considerati rifugi sicuri del terrorismo in Africa. Ne è conseguito che, tra il gennaio e il novembre 2017, gli USA hanno compiuto 30 bombardamenti aerei contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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