Italia: Salvini vuole che la NATO difenda coste meridionali dai flussi di migranti

Pubblicato il 9 giugno 2018 alle 8:14 in Immigrazione Italia

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L’Italia vuole che la NATO la aiuti a difendere le sue coste meridionali dal flusso di migranti, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Interni, Matteo Salvini, suggerendo che il nuovo governo adotterà un atteggiamento più duro per quanto riguarda i controlli relativi all’immigrazione.

“Sono a favore della NATO, ma siamo sotto attacco. Chiederemo alla NATO di difenderci. Siamo molto preoccupati per la possibilità di infiltrazioni di terroristi nel nostro territorio” ha spiegato Salvini, in seguito al suo incontro, avvenuto a Como, con 2 conducenti di autobus che hanno dichiarato di essere stati malmenati da 4 richiedenti asilo, questa settimana, dopo aver chiesto loro di vedere i biglietti.

“Gli attacchi all’Italia provengono da sud, non da est” ha aggiunto il ministro, riferendosi al fatto che, tradizionalmente, secondo Reuters, le attività della NATO si concentrino sulla Russia. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, sarà in visita a Roma la prossima settimana, ma non è chiaro se il governo italiano abbia pianificato una richiesta d’aiuto formale.

Salvini ha altresì dichiarato che bisogna “spostare il confine al di là del Mediterraneo”, creando una serie di centri sulle coste africane dove tutte le persone vengano identificate e dove vengano attivati corridoi umanitari per chi ha diritto di essere accolto. Per quanto riguarda i migranti già presenti sul territorio italiano, il ministro degli Interni ha spiegato che a breve incontrerà i 50 presidenti delle commissioni territoriali per fare il punto sulla gestione delle procedure di richiesta d’asilo.

Salvini si è scagliato anche contro le organizzazioni di beneficenza e le loro navi operanti nel Mediterraneo che “fungono da taxi” per i migranti. “Stiamo lavorando su questo aspetto delle Organizzazioni Non Governative. Alcune fanno volontariato, altre fanno affari” ha spiegato Salvini, aggiungendo che tali enti saranno sottoposti a più severi scrutini.

Le navi appartenenti alle organizzazioni di beneficenza operanti nell’area hanno avuto un ruolo sempre più importante nel salvare i migranti, che spesso viaggiano su fragili gommoni non adatti alla navigazione in alto mare. Tuttavia, nel 2017 un certo numero di gruppi umanitari ha sospeso le proprie operazioni nel Mediterraneo, accusando il precedente governo italiano di intralciare le loro attività.

Venerdì 8 giugno, Sea Watch, uno dei pochi gruppi che salpano ancora dalla Libia, ha dichiarato che c’è una forte mancanza di navi di salvataggio nell’area e che, per questo motivo, ultimamente una delle loro imbarcazioni è dovuta rimanere in mare per 3 giorni con a bordo 232 rifugiati, poiché non c’era nessun altro che poteva aiutarli. Sea Watch ha altresì rilasciato una dichiarazione spiegando che Malta si era rifiutata di accettare i migranti che, pertanto, avevano dovuto affrontare un viaggio più lungo verso l’Italia. Secondo quanto riportato da Reuters, nonostante l’isola sia molto più vicina all’Africa, La Valletta ha spesso lasciato a Roma il lavoro di coordinare i salvataggi in mare.

Salvini si è espresso contro l’atteggiamento dell’isola. “La Valletta non può respingere ogni richiesta d’aiuto. Dio ha messo Malta più vicino all’Africa rispetto alla Sicilia” ha affermato l’uomo. Da parte sua, il governo maltese ha dichiarato di aver rispettato tutti i suoi obblighi relativi all’immigrazione, respingendo le critiche di Sea Watch. Il Paese ha rilasciato una dichiarazione dove viene spiegato che Malta continuerà a rispettare le convenzioni relative ai migranti, “come è avvenuto nell’ultimo caso e come è sempre successo”.

Più di 600.000 migranti hanno raggiunto via nave l’Italia dall’Africa negli ultimi 5 anni, ma negli ultimi mesi la cifra si è ridotta sostanzialmente. A oggi, i nuovi arrivi sono diminuiti dell’85% grazie a un accordo siglato dal governo precedente per impedire agli stranieri di lasciare le coste della Libia, che rappresenta il principale punto di partenza per i migranti che cercano di arrivare in Europa. L’Italia coordina alcune missioni di salvataggio nel Mar Mediterraneo, mentre la Frontex, l’agenzia dell’Unione Europea che controlla e gestisce le frontiere, conduce operazioni contro i trafficanti, nei pressi della costa libica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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