Dialogo Kosovo-Serbia: inserimento Stati Uniti

Pubblicato il 9 giugno 2018 alle 6:00 in Kosovo USA e Canada

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Gli Stati Uniti potrebbero inserirsi come mediatori nel dialogo sulla normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo. Tale inserimento, secondo quanto riportato da Vecenje Novosti, sarebbe conseguente alla mancanza di reali passi in avanti nel negoziato condotto dall’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza, Federica Mogherini. Tuttavia, Washington cercherà di non apparire ufficialmente nel processo, al fine di scongiurare la richiesta della Serbia di riequilibrare il confronto con l’ingresso della Russia. Lo scorso anno, il presidente russo, Vladimir Putin, aveva assicurato al presidente serbo, Aleksandar Vucic, che Mosca sarebbe stata pronta ad intervenire nei dialoghi qualora si fosse registrato un tentativo di espansione delle negoziazioni alla Casa Bianca.

Il 7 giugno, Vucic ha ricevuto l’ambasciatore russo in Serbia, Aleksandr Chepurin. Durante l’incontro, entrambi hanno espresso soddisfazione per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra i propri Paesi, come dimostrato dalla recente visita di Vucic a Mosca, l’8 maggio. Il leader serbo ha altresì espresso preoccupazione per i frequenti attacchi nei confronti dei cittadini serbi residenti in Kosovo, mentre Chepurin ha ribadito il pieno impegno della Russia nel salvaguardare l’integrità territoriale e la sovranità della Sebia, impegno che continuerà nell’ambito delle Nazioni Unite e delle altre organizzazioni internazionali.

Nel frattempo, la portavoce della Mogherini, Maja Kocijanic, ha dichiarato che al momento non è stata ancora stabilita una data per il prossimo incontro tra Vucic ed il presidente kosovaro, Hashim Thaci. Kocijanic lo ha affermato rispondendo al Segretario del presidente serbo, Nikola Sainovic, il quale aveva sostenuto che tale data darebbe stata decisa al massimo nella giornata dell’8 giugno. Sulla possibilità di un incontro tra Thaci e Vucic a fine giugno, si era espresso, il 5 giugno, anche il capo dello staff del presidente kosovaro, Bekim Collaku. Kocijanic ha comunque evidenziato che le parti sono in continuo contatto. Inoltre, tramite un comunicato pubblicato il 7 giugno, l’Ufficio dell’Unione Europea in Kosovo ha condannato i recenti incidenti interetnici verificatisi sul territorio kosovaro ai danni della popolazione serba ivi residente. “L’Unione Europea condanna qualsiasi azione finalizzata all’intimidazione o alla violenza. Noi sosteniamo il governo, le istituzioni, le forze dell’odine, tutti i partiti di opposizione, la società civile ed i media nel lavorare responsabilmente per creare un Kosovo dove tutti i diritti sono rispettati”, recita il comunicato.

Il dialogo per la normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo sta vivendo un momento di crisi, causato da tali incidenti, ma anche da delle fratture interne nella coalizione di governo kosovara sulla piattaforma di dialogo con Belgrado, e per la mancanza di convergenza sulle priorità del negoziato tra le due parti, con Pristina che vorrebbe concentrarsi sul settore energetico, e la Serbia che invece ritiene la creazione della Comunità delle municipalità serbe di fondamentale importanza.

 

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di Redazione

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