Arabia Saudita: 4 sentenze a morte per legami con l’Iran

Pubblicato il 9 giugno 2018 alle 6:30 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Una corte penale saudita ha emesso condanne preliminari per l’esecuzione di quattro 4 persone, per presunti legami con l’Iran.

I media statali del Regno hanno riferito, giovedì 7 giugno, che le 4 persone sono state condannate per aver pianificato l’uccisione di “figure di spicco” in Arabia Saudita. “Il tribunale penale ha condannato a morte 4 attentatori per aver formato una cellula terroristica in comunicazione con l’Iran”, ha riportato la televisione di stato saudita, Al-Ekhbariya. 

Secondo il quotidiano Al-Arabiya English, i condannati sono stati reclutati da un ufficio del turismo, che gli ha facilitato l’entrata in Iran. Lì, il gruppo sarebbe stato addestrato in campi della Guardia rivoluzionaria iraniana sull’uso di armi e la fabbricazione di esplosivi, sui combattimenti in strada e su come nascondersi dalle forze di sicurezza. Secondo quanto riporta Al-Jazeera English, l’Arabia Saudita ha uno dei più alti tassi di esecuzioni al mondo, con circa 600 persone uccise dal 2014. I reati punibili con la morte vanno dai legami con il terrorismo allo stupro, la rapina a mano armata e il traffico di droga. Le tensioni tra Arabia Saudita e Iran sono aumentate nel 2016 in seguito all’esecuzione da parte di Riad del leader sciita Nimr Al-Nimr e altri 46 prigionieri, condannati per terrorismo. L’esecuzione di Al-Nimr, avvenuta il 2 gennaio 2016, ha provocato proteste in numerosi paesi, tra cui l’Iran, dove i manifestanti hanno fatto irruzione nell’ambasciata saudita e hanno appiccato un incendio, sancendo la rottura dei legami diplomatici tra Teheran e Riad.

La legge penale per i crimini del terrorismo e il suo finanziamento, entrata in vigore il 1 novembre 2017, sottrae vasti poteri al Ministero dell’Interno, che le autorità saudite hanno riorganizzato nel 2017, e li trasferisce a due organi, il Public Prosecution e il Presidency of the State Security, recentemente istituiti, che riportano direttamente al sovrano saudita. Riad ha sempre dichiarato di essere fortemente impegnata a contrastare il finanziamento del terrorismo all’interno del Regno, e vorrebbe imporsi come leader nella lotta contro le reti terroristiche nella regione del Golfo. A tal fine, nel 2016, ha raffinato i meccanismi per individuare gli attori e le entità che violano le leggi saudite per atti legati al terrorismo. Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano sostiene che, nonostante l’impegno, le attività di finanziamento al terrorismo stanno continuando all’interno del Regno, a supporto di alcuni gruppi estremisti. Anche se le autorità saudite hanno mantenuto una supervisione rigida sul settore bancario, restringendo il settore delle organizzazioni caritatevoli, i fondi illeciti vengono generalmente raccolti segretamente e vengono trasferiti fuori dal Paese dai pellegrini.

 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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