USA: Trump potrebbe invitare Kim a Washington

Pubblicato il 8 giugno 2018 alle 11:36 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che prenderà in considerazione l’idea di invitare il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, alla Casa Bianca, se il vertice a cui prenderanno parte a Singapore il 12 giugno andasse bene. Trump ha rilasciato tale commento dopo aver incontrato il primo ministro giapponese Shinzo Abe a Washington il 7 giugno, per discutere del vertice. Lo stesso giorno, il segretario della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha annunciato che il presidente Trump lascerà il vertice del G7 attualmente in corso, in anticipo, partendo dall’aeroporto di Charlevoix alle 10:30 di sabato 9 giugno, per andare a Singapore ad incontrare il leader coreano. 

Il presidente statunitense ha affermato che sarebbe “preparato a abbandonare le trattative” se il vertice non andasse bene, ma se, al contrario, avesse successo, un invito a Kim a visitare Washington sarebbe possibile. “Certamente, se va bene, penso che potrebbe essere ben accolto”, sono state le parole che Trump ha rivolto ai giornalisti. “Penso che [Kim] prenderebbe un invito in modo molto favorevole, quindi penso che potrebbe accadere”.

Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, parlando in seguito alla Casa Bianca, ha dichiarato che Kim Jong-un gli avrebbe riferito personalmente di essere disposto a denuclearizzare il proprio Paese, anche se non è chiaro se ciò significhi che la Corea del Nord intenda questo termine allo stesso modo degli Stati Uniti. Trump ha in precedenza adottato una politica di “fare pressione” sulla Corea del Nord per costringerlo a modificare la propria politica degli armamenti. Tuttavia, ha ora dichiarato che non vuole più usare tale termine “perché stiamo iniziando una trattativa amichevole”.

Il presidente statunitense ha affermato che potrebbe essere possibile raggiungere un accordo per porre fine alla Guerra di Corea, e che questa sarebbe “la parte facile” dei negoziati. Gli Stati Uniti e i loro alleati regionali vorrebbero che la Corea del Nord abbandonasse il suo programma di armamento nucleare, ma Trump ha riconosciuto che per il perseguimento di questo obiettivo “sarà necessario più tempo” di un solo incontro.

Nella stessa conferenza stampa presso lo Studio Ovale, al fianco del leader giapponese Shinzo Abe, Trump ha anche dichiarato di non ritenere che la preparazione fosse essenziale per il suo incontro con il leader nordcoreano. “Ritengo di essere molto preparato, non penso di dover lavorarci su ancora molto, è tutta una questione di attitudine, di volontà di fare le cose”, ha commentato. Trump prevede di trattare con il leader nordcoreano nello stesso modo in cui ha instaurato relazioni con altri leader mondiali, concentrandosi sull’importanza della relazione personale, come nel caso di Abe e Emmanuel Macron.

Sia in pubblico che in privato, Trump ha sottolineato che si sente personalmente molto disposto a negoziare un accordo che porterebbe alla de-nuclearizzazione della Corea del Nord e alla pace nella penisola coreana. Ha ripetutamente ricordato i fallimenti dei precedenti leader statunitensi.

Il primo ministro giapponese ha tenuto incontri regolari con Trump dalla sua elezione. Da quando è stato annunciato il vertice, è stato impaziente di assicurare che gli interessi del Giappone non vengano trascurati nel processo di riavvicinamento tra Stati Uniti e Corea del Nord. Abe ha dichiarato di essere fiducioso che Trump abbia compreso le preoccupazioni del Giappone per i suoi cittadini che sono stati rapiti dalla Corea del Nord negli anni ’70 e ’80 al fine di aiutare a addestrare le sue spie sulla lingua e costumi giapponesi. Sebbene la Corea del Nord abbia ammesso 13 rapimenti, si ritiene che la cifra reale sia superiore a quella. Abe ha inoltre dichiarato che ha intenzione di “affrontare direttamente la Corea del Nord e parlare con loro in modo che il problema dei rapimenti possa essere risolto rapidamente”. Inoltre, ha ribadito la politica del Giappone sul perseguimento della “vera pace” nella regione e ha detto che se la Corea del Nord è disposta a prendere provvedimenti nella giusta direzione, ha un “futuro luminoso davanti a sé”.

La visita di Abe si inscrive in una serie di attività diplomatiche in vista del vertice, in cui tutti i Paesi cercano di garantire che i loro interessi non siano trascurati. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha fatto visita a Kim a Pyongyang, gettando le basi per una visita al presidente, Vladimir Putin, a Mosca, alla fine di quest’anno. Kim ha anche avuto due incontri con il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, che a sua volta ha incontrato Trump a Washington. A dimostrazione che la Cina è ancora un attore chiave nelle relazioni con la Corea del Nord, Kim ha anche fatto due viaggi a Pechino, incontrando il presidente, Xi Jinping.

Il tema principale dell’incontro verterà sulla de-nuclearizzazione della penisola coreana. Dal momento che il governo di Pyongyang potrebbe aver sviluppato un ordigno nucleare miniaturizzato montabile sui missili balistici intercontinentali, Washington ha chiesto di chiudere il programma nucleare nordcoreano.

La realizzazione concreta del summit è stata minacciata più volte nel corso delle ultime settimane. In seguito a una serie di dichiarazioni pubblicate dalla Corea del Nord, che aveva cancellato un summit con la Corea del Sud e protestato sia contro le esercitazioni militari congiunte tra Seoul e Washington che contro la richiesta di eliminazione completa del proprio arsenale nucleare, il 24 maggio, con una lettera indirizzata a Kim, Trump aveva deciso di annullare l’incontro, da lui definito inappropriato dopo le recenti dichiarazioni e l’ostilità di Pyongyang.

Il giorno dopo, il 25 maggio, il regime nordcoreano aveva rilasciato un documento nel quale veniva sottolineata l’intenzione di sedersi al tavolo delle trattative con gli Stati Uniti per risolvere i problemi e raggiungere l’obiettivo di pace nella penisola coreana. Dopo questa dichiarazione, nella serata del 25 maggio, Trump aveva deciso di riprendere i contatti con la sua controparte, dichiarando che Washington voleva aprire un “dialogo produttivo” con Pyongyang riguardo l’incontro. Il 27 maggio, come previsto, alcuni funzionari statunitensi sono partiti per Singapore, dove hanno incontrato la controparte nordcoreana per discutere la logistica dell’incontro tra i due leader di Washington e Pyongyang.

Successivamente, il 30 e il 31 maggio il vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori nordcoreano, Kim Yong Chol, ha incontrato a New York il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e a Washington il presidente Trump.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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