USA: l’utilizzo dei droni aumenta sotto l’amministrazione Trump

Pubblicato il 8 giugno 2018 alle 17:00 in Afghanistan USA e Canada

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Il centro di ricerca Stimson ha redatto un report intitolato An Action Plan on US Drone Policy: Recomendations for the Trump Administration. Tale documento fornisce approfondimenti e analisi riguardo all’utilizzo statunitense dei droni. Ripercorrendo le operazioni intraprese durante il primo anno di mandato di Donald Trump, è emerso che il presidente americano ha allentato rapidamente i vincoli imposti dal predecessore Barack Obama sull’utilizzo di tale tecnologia. Di conseguenza, ad oggi, l’uso dei droni armati risulta essere in aumento, proprio mentre la sorveglianza della tecnologia letale sembra essere in diminuzione.

L’aumento dell’uso dei droni aveva già preso piede nel corso dell’amministrazione Obama. Dal 2009 al 2016, Obama ha autorizzato più di 550 attacchi in Pakistan, Yemen, Somalia e in Paesi in cui gli Stati Uniti non erano tecnicamente in guerra. Il presidente Trump, invece, nel suo primo anno di presidenza, avrebbe autorizzato almeno 80 attacchi in Afghanistan, Pakistan, Yemen e Somalia, superando i tempi di assalto del suo predecessore, il che, secondo lo studio Stimson, indicherebbe “una maggiore inclinazione ad usare forza letale”.

Lo studio rileva, inoltre, che la CIA desidera espandere il potere di condurre attacchi sotto copertura per mezzo di droni. “Se tale strategia venisse adottata, ci sarebbe una svolta decisiva nelle attività della CIA in Afghanistan, rappresentando l’espansione dell’autorità dell’agenzia per condurre attacchi segreti nelle operazioni anti-terrorismo, riducendo perciò i livelli di trasparenza” si legge nel report. Una delle autrici dello studio, Rachel Stohl, è definita da Al-Monitor come una critica accanita della politica di utilizzo di droni implementata dall’amministrazione Obama, ritenendola troppo poco trasparente.

In tale contesto, è emerso che Donald Trump ha concesso ai comandanti militari un maggiore margine di manovra, autorizzandoli a lanciare gli attacchi tramite droni, senza dover richiedere l’approvazione della Casa Bianca o delle forze di sicurezza a Washington. Il Pentagono sostiene che tale sviluppo darà, in primo luogo, ai comandanti una migliore capacità di prendere decisioni in tempo reale. Inoltre, in secondo luogo, porterà ad una riduzione del numero di morti civili grazie ad un invio di droni più repentino.

“La politica dei droni statunitensi sotto l’amministrazione Trump è stata definita dall’incertezza associata ad una minore supervisione e a minore trasparenza”, ha affermato Stohl. Il rapporto in questione, infine, propone una serie di raccomandazioni tra cui il rilascio pubblico dei nuovi standard.

Da quando Trump ha iniziato il proprio mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, ha promesso di voler condurre una campagna anti-terrorismo più dura rispetto al predecessore Obama. L’obiettivo dell’amministrazione è eliminare definitivamente la minaccia dell’ISIS, di al-Qaeda, dei talebani e di altri gruppi jihadisti, come al-Shabaab in Somalia. In linea con ciò, Trump ha annunciato la nuova strategia americana nel Paese asiatico, il 21 agosto 2017. Con l’obiettivo di eliminare definitivamente la minaccia terroristica, gli Stati Uniti hanno aumentato significativamente i bombardamenti in Afghanistan per colpire sia i talebani sia i militanti della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nella regione.

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di Redazione

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