Usa: i Repubblicani lavorano a un accordo per i “dreamers”

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 15:28 in Immigrazione USA e Canada

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I Repubblicani sono al lavoro da mercoledì 6 giugno per arrivare a una legge per la protezione dei “dreamers”, i giovani immigrati giunti illegalmente negli Usa da bambini, cercando al contempo di assecondare le richieste del Presidente Trump che ambisce a rafforzare la sicurezza dei confini  e a limitare il numero dei migranti.

Le negoziazioni sono complesse. L’accordo sui giovani immigrati divide i Repubblicani. Da una parte, l’ala  moderata del Partito vuole superare l’impasse in cui da mesi si trova il dibattito, proponendo ai deputati una petizione che forzi la discussione su 4 progetti di legge, in favore della protezione dei “dreamers”. Ottenute le 3 firme mancanti alle 218 necessarie, il voto su tali proposte sarebbe inserito nell’agenda della Camera. Dall’altra parte, Freedom Caucus, il gruppo parlamentare guidato dal deputato Mark Meadows, composto da Repubblicani conservatori e liberali,  ha sollecitato nuovi limiti sulla migrazione legale  e ha richiesto la costruzione di un muro lungo il confine sudoccidentale con il Messico, in linea con le aspettative del Presidente Trump.

La necessità di intercettare il consenso dell’opposizione democratica complica ulteriormente le trattative. “Non siamo ancora in una situazione in cui c’è un accordo”, ha dichiarato il deputato Mark Meadows, in seguito al meeting di deputati Repubblicani, durato quasi due ore, nell’ufficio del portavoce Ryan. Alcuni Repubblicani che vi hanno partecipato hanno dichiarato che qualsiasi progetto di legge presentato alla Camera non dovrebbe fornire un “percorso speciale” di naturalizzazione per le centinaia di migliaia di “dreamers”, attualmente residenti negli Usa dopo esservi entrati illegalmente da bambini.

Questi immigrati sono al centro dell’attenzione del Congresso da quando Trump, lo scorso settembre, ha annunciato che avrebbe abrogato il Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), il programma adottato dalla precedente amministrazione Obama che assicurava loro protezione temporanea dalla deportazione. Alcuni Repubblicani non escludono la possibilità che la legislazione possa porre dagli undici ai dodici milioni di persone, già illegalmente residenti negli Usa, nelle condizioni di avviare il percorso della naturalizzazione.“Siamo più vicini che mai all’accordo”, ha dichiarato il deputato Carlos Curbelo, in seguito al meeting. Resta però da capire se i Repubblicani incasseranno il consenso dei Democratici, necessario per il passaggio dell’eventuale legge al Senato.

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di Redazione

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