USA: continua l’Operazione Roundup contro l’ISIS in Siria

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 10:09 in Siria USA e Canada

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In Siria, l’Operazione Roundup della coalizione internazionale a guida americana contro l’ISIS prosegue nell’eliminazione delle ultime aree sotto il controllo dei terroristi ad est del fiume Eufrate. È quanto riferisce un comunicato del Pentagono che riporta le dichiarazioni del colonnello americano Thomas Veale nella giornata di martedì 5 giugno.

In particolare, il colonnello Veale ha riferito che i ritmi dell’Operazione sono sempre più serrati e che gli attacchi sono in costante aumento da marzo. “Noi e i nostri partners”, ha proseguito il colonnello, “abbiamo colpito l’ISIS su terra e dall’aria, alla ricerca incessante dei suoi capi e combattenti”. Secondo quanto attesta il comunicato del Pentagono, il morale dell’ISIS è basso. I suoi capi sarebbero infatti consapevoli del fatto che, grazie al rafforzamento della coalizione e della pressione dei partners, i traffici dello Stato Islamico vengono spinti ad ovest, verso il territorio controllato dal regime siriano. Il 17 maggio, l’uccisione vicino a Dashisha, in Siria, di Amed al-Hamdouni, corriere per i capi di alto livello dell’ISIS tra Siria ed Iraq e agente chiave dell’organizzazione terroristica, ha colpito la capacità dei leader dello Stato Islamico di comunicare in modo sicuro e aumenta i rischi di una loro esposizione pubblica e di un maggiore isolamento.

In Iraq, intanto, le foze di sicurezza continuano ad assicurare “un’eccellente sicurezza interna e di confine, per proteggere il territorio sovrano iracheno e i suoi cittadini”. Infatti, sostiene il colonnello Veale, sempre più numerosi sono i cittadini iracheni  che stanno facendo ritorno nel Paese. Attulmente, si tratta di 3.7 milioni di persone. Il colonnello ha sottolineato la centralità del ruolo delle forze di sicurezza e dell’esercito iracheno, impegnati nella messa in sicurezza del confine con la Siria dove la coalizione è occupata contro l’ISIS. Da parte sua, la coalizione continua a supportare l’Iraq attraverso l’Operazione Reliable Partnership, una sottocomponente dell’Operazione Inherent Resolve, che migliorerà la capacità delle forze irachene  di addestrarsi ed equipaggiarsi autonomamente. L’obiettivo dell’Operazione è quello di costruire le capacità di resistenza, sicurezza, intelligence e controterrorismo delle forze irachene. Gli Usa, peraltro, vedono l’Operazione Reliable Partnership come un investimento sul futuro della sicurezza dell’Iraq e, come ha mostrato l’esito positivo delle operazioni contro l’ISIS, anche come un investimento nella sicurezza globale. “La nostra missione rimane invariata”, ha chiarito il colonnello Veale, “sconfiggere l’ISIS in specifiche parti dell’Iraq e della Siria e contribuire a porre le condizioni per future operazioni di stabilizzazione regionale”.

Per conseguire tale obiettivo, la coalizione lavora per, con e attraverso i suoi partner per garantire la sicurezza necessaria alle attività di stabilizzazione. Compito della comunità internazionale, secondo il colonnello Veale, è sfruttare i vantaggi di spazio, tempo e opportunità che la coalizione ha conseguito, infliggendo duri colpi all’ISIS, senza perdere di vista il molto lavoro da fare. “Il nemico”, ha concluso, infatti, il colonnello, “è adattabile e determinato a recuperare terreno”.

La prima fase dell’Operazione Roundup è iniziata l’1 maggio e si è conclusa con successo il 15 maggio con la liberazione di Baghuz, sulla sponda orientale dell’Eufrate. Il 3 giugno, le Syrian Democratic Forces (SDF), la coalizione di arabi e curdi che combatte contro l’ISIS in Siria al fianco della coalizione internazionale a guida americana, hanno avviato le operazioni di terra per la seconda fase dell’Operazione. L’obiettivo è la sconfitta dell’ISIS nella Siria nordorientale.

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di Redazione

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