Organizzazione degli Stati Americani avvia sospensione del Venezuela

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 5:57 in America Latina Venezuela

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L’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) ha avviato le pratiche per sospendere il Venezuela. La sospensione è la sanzione più grave che l’organizzazione può imporre ad un paese membro. Motivo della decisione della principale organizzazione internazionale americana sono le elezioni presidenziali tenutesi nel paese lo scorso 20 maggio nonostante la OEA e numerosi paesi membri ne avessero denunciato i deficit democratici e le scarse garanzie. 

Per avviare l’iter della sospensione del Venezuela erano necessari 18 voti a favore della mozione. Hanno votato sì 19 paesi, e cioè Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Perù, Guyana, Santa Lucia, Repubblica Dominica, Giamaica, Bahamas e Barbados. Hanno votato contro, oltre al Venezuela, Dominica, San Vincent e Grenadines e la Bolivia. Altri undici paesi, tra cui l’Uruguay, l’Ecuador e il Nicaragua – che finora avevano sempre sostenuto Caracas nella OEA – si sono astenuti. 

Il ministro degli esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha definito quella che a Caracas chiamano “la risoluzione Pence” – dal nome del vicepresidente USA che l’aveva richiesta nelle scorse settimane – “una frode”. “Coloro che hanno approvato questa risoluzione stanno anche sostenendo un possibile intervento militare in Venezuela, e ne dovranno rispondere alle proprie coscienze – ha dichiarato Arreaza – non si concentrano mai sulla verità e sulla realtà”.

Il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, l’uruguaiano Luis Almagro, ha dichiarato, una volta chiusa l’assemblea, “il Venezuela è in caduta libera”. Riferendosi al ministro Arreaza, ha affermato che “non rappresenta nient’altro che un presidente illegittimo e un’assemblea illegittima”.

L’approvazione della risoluzione, tuttavia, è solo il primo passo. Per continuare con la sanzione, deve essere convocato un Consiglio permanente, l’organo composto dagli ambasciatori degli Stati membri presso la OEA. In quella sede si discuterà la convocazione di una sessione straordinaria dell’Assemblea Generale per affrontare la questione della sospensione di Caracas. In tale sessione straordinaria si voterà per decidere la sospensione del Venezuela, che diventerà effettiva se due terzi degli Stati membri votassero a favore. Questo si traduce in 24 dei 35 paesi votanti (Cuba appartiene all’organizzazione ma non partecipa ai lavori).

La più grave sanzione che l’Organizzazione degli Stati Americani può applicare ai suoi membri è stata varata contro due paesi in 70 anni di storia dell’organizzazione: contro l’Honduras, nel 2009, dopo il colpo di stato che estromise Manuel Zelaya dalla presidenza, e contro Cuba, nel 1962, dopo il trionfo di la rivoluzione di Fidel Castro del 1959.

Il Venezuela ha sostenuto ripetutamente che non possono espellere il Venezuela perché “se ne è andato già”. Caracas ha infatti chiesto a lasciare la OEA il 28 aprile 2017, ma secondo i regolamenti l’uscita del paese non sarà effettiva prima di aprile 2019.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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