Libia: Consiglio di sicurezza ONU approva il piano per le elezioni nel Paese

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 12:00 in Africa Libia

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Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha approvato il piano promosso dalla Francia, che fissa le prossime elezioni presidenziali e parlamentari in Libia al 10 dicembre 2018. La notizia è stata riportata dal quotidiano di informazione The New Arab.

L’organo delle Nazioni Unite ha rilasciato una dichiarazione scritta, mercoledì 6 giugno, in cui accoglie con favore l’impegno delle parti rivali in Libia “a lavorare in modo costruttivo con l’ONU”, allo scopo di organizzare elezioni “credibili e pacifiche, e rispettarne i risultati”.

La decisione del Consiglio è arrivata in seguito alla conferenza internazionale sulla Libia, ospitata a Parigi, lo scorso 29 maggio 2018, dal presidente francese Emmanuel Macron. In quell’occasione avevano partecipato, per la prima volta, sia il primo ministro del governo di Tripoli sostenuto dall’ONU, Fayez al-Sarraj, sia il generale Khalifa Haftar, comandante della Libyan National Army (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk. Erano presenti anche Aguila Saleh Issa, presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, e Khalid Al-Mishri, il neo-eletto presidente dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli. Durante l’incontro, i leader libici rivali si erano accordati affinché si tengano elezioni in Libia il 10 dicembre 2018, allo scopo di portare la pace nel Paese, dopo anni di caos e combattimenti.

L’annuncio del Consiglio di sicurezza del 6 giugno non ha, tuttavia, fatto menzione della data fissata per le future elezioni libiche. Secondo fonti diplomatiche, alcuni Paesi si sarebbero opposti alla decisione di nominare esplicitamente la data precisa delle votazioni, in quanto prima vorrebbero che tutte le parti approvassero una costituzione e una chiara legge elettorale. A Parigi, i quattro leader libici avevano promesso di trovare una “base costituzionale” per le elezioni entro il 16 settembre, senza specificare se tale accordo sarebbe stato sottoposto a un referendum. Stando a quanto dichiarato da una fonte a conoscenza dei negoziati, la questione della costituzione provocherebbe forti divergenze in Libia, e tale processo, che definirebbe, tra le altre cose, anche i poteri di un futuro presidente, potrebbe ritardate le elezioni.

Nel frattempo, la situazione nel Paese nordafricano continua ad essere tesa. Il brigadiere Abdul Salam Al-Haassi ha annunciato, il 6 giungo, che l’LNA controlla ormai il 75% della città di Derna, invitando altresì i cittadini ad abbandonare le zone degli scontri e a rimanere nelle proprie case, per facilitare il compito delle forze armate, e confermando che tutte le proprietà sono protette dall’esercito. La città libica, situata nel nord-est del Paese, si trova attualmente sotto il controllo della Derna Security Force, precedentemente conosciuta con il nome di Derna Mujahideen Council (DMSC). Si tratta di una coalizione di militanti islamisti e ribelli, fondata il 12 dicembre 2014, che, nel luglio 2015, era riuscita a cacciare l’ISIS dall’area. Tale gruppo si oppone alle forze dell’LNA, controllate dal generale Haftar, le quali, da mesi, tengono la città sotto assedio. A partire da lunedì 4 giugno, i combattimenti tra le due fazioni si sono intensificati, con nuovi scambi di colpi d’artiglieria e attacchi aerei. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), tale situazione starebbe innescando una crisi umanitaria nell’area, a causa della difficoltà di reperire acqua, cibo e medicine e della mancanza di energia elettrica per più di 125.000 residenti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

 

di Redazione

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