Kosovo: il governo ritira la proposta per il dialogo con la Serbia

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 17:00 in Kosovo Serbia

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Il primo ministro kosovaro, Ramush Haradinaj, ha deciso di ritirare la piattaforma di dialogo con la Serbia per raggiungere prima un consenso nazionale sulla stessa. Il dibattito e la votazione sulla questione avrebbe dovuto tenersi il 6 giugno in seno al Parlamento kosovaro. Tuttavia, il ministro del Lavoro e del Benessere Sociale, Skender Recica, ha presentato, per conto del premier, una mozione per il ritiro della piattaforma, affermando che il governo ha necessità di tempo per costruire un consenso nazionale sul dialogo con la Serbia. Il vice presidente dell’Assemblea del Kosovo, Xhavit Aliti, ha accettato la mozione argomentando che essa rappresenta un diritto dell’esecutivo. Tale decisione arriva dopo che i due maggiori partiti politici di opposizione, Democratic League of Kosovo e Vetevendosje Movement, avevano annunciato il proprio voto contrario al progetto, definendolo “povero e non serio”. A tal proposito, il capo del gruppo parlamentare del Partito socialdemocratico del Kosovo (PSD), Dardan Sejdiu, ha affermato che il suo partito ospiterà il prossimo meeting tra i partiti politici, la cui data sarà decisa in base alle future sessioni del Parlamento.

Tuttavia, questo non rappresenta l’unico problema nell’ambito del dialogo tra Serbia e Kosovo. Il 5 giugno, il capo della delegazione kosovara per i dialoghi con la Serbia, Avni Arifi, aveva deciso di rifiutare di partecipare ad un incontro organizzato da Bruxelles per discutere sulla questione della Comunità delle Municipalità serbe (ZSO), la cui realizzazione è ritenuta prioritaria dai serbi. Arifi aveva giustificato tale rifiuto affermando che, per il Kosovo, la priorità era l’accordo sull’energia. “Stiamo insistendo per il dialogo e per discutere tutte le questioni.

La delegazione serba ha affermato, in occasione del’ultimo incontro, che la loro presenza era dovuta solo alla Comunità delle Municipalità serbe. Il capo dell’Ufficio Governativo serbo per il Kosovo e Methoija, Marko Djuric, ha evidenziato come questo rifiuto dimostri l’inaffidabilità del Kosovo, e la loro mancanza di volontà rispetto all’implementazione degli accordi presi. “Il capo negoziatore di Pristina sta utlizzando parole alle quali nessuno risponde, ma molti dovrebbero farlo”, ha dichiarato Djuric.

Il 19 aprile 2013, Serbia e Kosovo hanno firmato a Bruxelles alcuni accordi che hanno permesso l’inizio del processo di normalizzazione dei rapporti tra i due Stati, definendo le condizioni di decentramento del Nord del Kosovo a favore della popolazione serba, tramite la creazione della Comunità delle municipalità serbe (ZSO). Il processo, tuttavia, non è ancora concluso. Arifi aveva assicurato, il 28 maggio, che la ZSO sarebbe stata creata entro la fine dell’anno e che Pristina stava aspettando la bozza di statuto della Comunità, la quale è in fase di redazione da parte di cittadini serbi residenti in Kosovo. La bozza dovrebbe essere poi sottoposta al vaglio della corte costituzionale kosovara per verificarne la compatibilità con la Costituzione e le leggi del Kosovo.

Inoltre, il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha dichiarato il 6 giugno, rispondendo ad una domanda postagli a Belgrado relativamente alle indiscrezioni che vedevano la Serbia pronta ad inviare corpi militari in Kosovo in risposta ai recenti attacchi contro i serbi residenti nel territorio di Pristina, che la NATO lo ha messo in guardia rispetto a qualsiasi tentativo di inviare forze militari in Kosovo, e ribadendo come la Serbia ritenga che l’uniche soluzioni possano essere quelle diplomatiche.

In questa situazione, notizie sulla volontà di portare avanti il dialogo arrivano solo dal capo dello staff del presidente del Kosovo, Bekim Collaku, il quale ha dichiarato il 5 giugno, in un’intervista al programma Pressing della rete televisiva T7, che il dialogo ad alto livello tra il presidente kosovaro Thaci e il serbo Vucic, dovrebbero riprendere entro la fine di giugno, aggiungendo che secondo lui i dialoghi tra Serbia e Kosovo con l’intermediazione dell’Unione Europea si concluderanno entro 6/9 mesi con un mutuo riconoscimento.

 

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di Redazione

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