Iraq: attacco areo contro lo Stato Islamico in Siria

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 13:08 in Iraq Siria

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L’Iraq ha lanciato un attacco aereo contro lo Stato Islamico in Siria, il 7 giugno. Alcuni F-16 hanno distrutto un intero centro di controllo e comando del gruppo jihadista, nella città di Hajin. L’incursione è stata ordinata dal primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, sulla base di rapporti di intelligence redatti per eliminare la minaccia dell’ISIS in Siria. L’attacco ha raggiunto l’obiettivo preposto, distruggendo la struttura e uccidendo tutti i militanti al suo interno.

L’aviazione irachena ha lanciato diversi attacchi contro lo Stato Islamico in Siria nel corso del 2017, con l’approvazione del presidente siriano, Bashar al-Assad, e della coalizione statunitense. L’Iraq intrattiene anche buoni rapporti con l’Iran e con la Russia, i principali sostenitori di Assad nella guerra civile siriana.

Il primo ministro al-Abadi ha dichiarato la vittoria finale sull’ISIS il 9 dicembre 2017. Tuttavia, lo Stato Islamico, che in precedenza occupava un terzo del territorio iracheno, continua a condurre attacchi sporadici e a gestire cellule dormienti nel Paese. L’area più sensibile, secondo quanto riporta Al Arabiya English, rimane proprio il confine con la Siria. L’ISIS ha deciso di fare ricorso alla tattica della guerriglia dopo aver abbandonato l’idea di mantenere il controllo sul territorio, creando un califfato autosufficiente tra Iraq e Siria.

L’ultimo attacco condotto dai militanti dell’ISIS ha colpito il Paese il 4 aprile, uccidendo 12 persone nel villaggio di Al-Farahatiyah, nel nord dell’Iraq. Tale aggressione è avvenuta lo stesso giorno in cui 4 ufficiali dell’esercito iracheno sono stati uccisi in un’esplosione nella medesima provincia. Secondo quanto riportato dal quotidiano The New Arab, tali attentati indicano che i militanti dell’ISIS stanno cercando di espandere la loro presenza nell’area desertica a nord del Paese.

Alla luce di ciò, Baghdad ha intrapreso una campagna contro le cellule terroristiche dormienti che si nascondono all’interno del territorio, in particolare nell’area di confine con la Siria. Il primo ministro Al-Abadi, martedì 17 aprile, ha annunciato l’inizio di un’operazione di sicurezza, mirata a liberare le aree di Jazira e dell’alto Eufrate, nei pressi del territorio occidentale del Paese.

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di Redazione

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