Francia, Germania, UK ed UE chiedono l’esenzione dalle sanzioni USA all’Iran

Pubblicato il 7 giugno 2018 alle 6:30 in Europa Iran

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La Francia, il Regno Unito, la Germania e l’Unione Europea hanno inviato una lettera congiunta a Washington, per chiedere che le proprie imprese siano esentate dalle sanzioni USA contro l’Iran. La notizia è stata diffusa dal quotidiano di informazione Middle East Eye.

La missiva è indirizzata al segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, e al segretario di Stato, Mike Pompeo. Nel testo, i Paesi europei firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano affermano: “come alleati, ci aspettiamo che gli Stati Uniti si astengano dal prendere provvedimenti che possano danneggiare gli interessi di sicurezza dell’Europa”. Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha pubblicato il testo integrale della lettera sul suo account Twitter, affermando altresì di aver chiesto agli USA di esentare da tutte le sanzioni extraterritoriali le imprese europee che commerciano legittimamente con l’Iran. “Queste aziende devono essere in grado di proseguire le loro attività”, ha dichiarato Le Maire.

I leader europei stanno cercando di salvaguardare il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), firmato dall’Iran, dalla Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia e Cina, il 14 luglio 2015, che prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli Stati Uniti, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Durante la campagna elettorale, il presidente americano, Donald Trump, aveva criticato il JCPOA, definendolo un disastro dal quale il Paese sarebbe dovuto uscire al più presto. Una volta vinte le elezioni, il 13 settembre 2017, Trump aveva chiesto al Congresso di modificare la legislazione per contrastare maggiormente il programma missilistico iraniano. Successivamente, il 12 gennaio 2018, il presidente statunitense aveva deciso di rinnovare per l’ultima volta l’accordo, specificando la necessità di una sua rinegoziazione entro il 12 maggio grazie anche al contributo dei partner europei. Infine, l’8 maggio, Trump, ha deciso di ritirare il Paese dall’accordo. Tramite un comunicato inviato al Congresso, la Casa Bianca ha altresì annunciato che starebbe pensando di reintrodurre tutte le sanzioni che erano state revocate nell’accordo, nonché di aggiungerne altre di tipo economico, all’Iran, specificando, tuttavia, che ciò non avverrà prima di 6 mesi.

Secondo gli analisti, tali misure punitive verrebbero applicate anche ai Paesi che continueranno a commerciare con la repubblica islamica, e le imprese europee, che negli ultimi 3 anni hanno largamente investito in Iran, sarebbero quelle più colpite. Diverse compagnie multinazionali, tra cui la francese Total e la danese Maersk, hanno già annunciato che non potranno rimanere in Iran una volta che le sanzioni saranno reintrodotte, a meno che non ricevano esplicite esenzioni da Washington. Anche il gruppo  francese Groupe PSA, produttore di auto, ha annunciato, lunedì 4 giugno, l’intenzione di ritirarsi da due delle joint ventures in Iran, al fine di evitare di ricevere misure punitive.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

 

di Redazione

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