Scontri in Yemen, USA suggeriscono di evitare l’attacco a Hodeida

Pubblicato il 6 giugno 2018 alle 13:40 in Medio Oriente Yemen

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Una serie di scontri tra i ribelli Houthi e le forze governative fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, hanno provocato, martedì 5 giugno, la morte di dozzine di miliziani su diversi fronti di Al-Jawf, un governatorato a nord-est della capitale, Sana’a.

Nei combattimenti è deceduto un leader Houthi, Moqtada al-Assar, secondo quanto riportato da Al-Arabiya English. Fonti dell’esercito yemenita hanno riferito che le battaglie si sono svolte nei distretti di Al-Matoon, Al-Masloob, Khab e Al-Shaaf e Bart Al-Anan, nel nord e nell’ovest del governatorato dell’Al-Jawf. La coalizione araba, a guida saudita, ha effettuato una serie di attacchi aerei contro le roccaforti militari degli Houthi ad Al-Masloob e anche nelle basi a nord del governatorato di Imran, nel sud di Saada e nella città portuale di Hodeida, provocando dozzine di morti nei miliziani.

Gli scontri e i raid aerei si sono verificati il giorno successivo alla partenza dell’inviato Onu in Yemen, Martin Griffiths, che si era recato in visita a Sana’a, per cinque giorni. Griffiths ha rilasciato una dichiarazione in cui ha espresso la sua preoccupazione per il deterioramento delle condizioni umanitarie e lo spreco di tempo nel negoziare una soluzione politica. L’inviato Onu si è incontrato con alcuni rappresentanti dei ribelli Houthi e ha sottolineato il continuo impegno delle Nazioni Unite volto a convincere tutte le parti a fermare gli scontri, specialmente nel porto di Hodeida, e a riaprire l’aeroporto di Sana’a per i voli commerciali.Tuttavia, fonti militari yemenite hanno annunciato il 30 maggio che l’esercito filogovernativo si stava preparando a circondare il porto di Hodeida nel tentativo di costringere i ribelli Houthi a consegnarlo senza combattere. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno suggerito al loro stretto alleato, gli Emirati Arabi Uniti, di non lanciare un assalto alla città portuale dello Yemen di Hodeida, dato il rischio che tale attacco provochi una nuova crisi umanitaria.

L’avvertimento è stato inviato mentre la coalizione araba, sostenuta dagli Emirati, stava entrando in un raggio di 10 km dal dalla città portuale. Alcuni funzionari del Regno Unito hanno avvertito che un’aggressione a Hodeida, che conta una popolazione di circa 600.000 persone, causerebbe una calamità umanitaria. Un piano di emergenza dell’Onu ha stimato che le vittime potrebbero arrivare a decine di migliaia.Un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca ha confermato che Washington si è opposta a qualsiasi tentativo da parte degli Emirati e delle truppe yemenite filogovernative di attaccare la città, secondo quanto riportato da Reuters. “Gli Stati Uniti sono stati chiari e coerenti sul fatto che non appoggeranno azioni volte a distruggere infrastrutture chiave o che probabilmente esacerberanno la terribile situazione umanitaria che si è espansa in questo conflitto in stallo”, ha riferito il portavoce, che non è autorizzato a parlare pubblicamente della questione e ha chiesto di non essere nominato. “Ci aspettiamo che tutte le parti rispettino la legge sui conflitti armati ed evitino di colpire civili o infrastrutture commerciali”, ha aggiunto il portavoce. Gli Stati Uniti e gli Emirati sono stretti alleati economici e di sicurezza, che lavorano insieme contro gruppi militanti nello Yemen e altrove.

Tale posizione americana riguarda la città di Hodeida, il cui porto è quello maggiormente utilizzato dall’Onu per portare aiuti umanitari nel Paese e, secondo la coalizione, costituisce anche l’accesso principale per il traffico di armi che l’Iran invierebbe agli Houthi. L’Arabia Saudita ritiene che l’Iran si celi dietro il rifornimento di armi ai ribelli yemeniti, nonostante, da parte sua, Teheran abbia più volte respinto tali accuse. Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono le due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. Sia la coalizione araba sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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