Mali: appello dell’UE per il rispetto della libertà di espressione

Pubblicato il 6 giugno 2018 alle 6:25 in Africa Mali

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L’Unione Europea ha chiesto “rispetto per la libertà di espressione” in Mali, in seguito alle proteste verificatesi a Bamako, lo scorso 2 giugno, che erano state represse dalle forze di sicurezza locali, provocando diversi feriti.

Come riferito da un portavoce UE in una dichiarazione, “le dimostrazioni devono essere pacifiche e tutti gli attori, compresa la polizia, devono esercitare moderazione”. La fonte ha poi aggiunto l’importanza di permettere che le elezioni presidenziali, previste nel Paese per il 29 luglio 2018, si svolgano in condizioni pacifiche e in maniera credibile e trasparente. Il portavoce ha altresì dichiarato che l’UE istituirà una missione che avrà il compito di monitorare il processo elettorale.

Lo scorso 3 giugno, il governo maliano aveva definito “false e diffamatorie” le dichiarazioni dell’opposizione, che lo accusava di aver fatto uso di “proiettili veri” durante le proteste verificatesi il giorno precedente nella capitale. Il principale leader dell’opposizione, Soumaïla Cissé, aveva richiesto che venisse svolta un’indagine riguardo l’accaduto, definendo la repressione dei manifestanti “un intollerabile attacco alle libertà fondamentali”. Da parte sua, il governo maliano ha condannato le manifestazioni, in quanto violerebbero lo stato di emergenza.

In base a quanto dichiarato da Africanews, i sostenitori dell’opposizione dovrebbero manifestare nuovamente l’8 giugno, per chiedere le dimissioni del premier, Soumeylou Boubeye Maiga, e lo svolgimento di elezioni trasparenti, nonché un accesso equo all’emittente televisiva statale ORTM.

In seguito agli scontri, che secondo una fonte ospedaliera hanno causato 25 feriti, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto “preoccupato” che la situazione in Mali possa ulteriormente peggiorare.

Le prossime elezioni presidenziali vedranno concorrere anche l’attuale presidente, Ibrahima Boubacar Keïta, leader del partito socialdemocratico Rassemblement pour le Mali (RPM), contro 15 partiti rivali. Tra questi, il principale leader dell’opposizione è Soumaïla Cissé, che dal 23 novembre 2014 è a capo del partito Union pour la république et la démocratie (URD).

Ad oggi, la situazione di sicurezza in Mali resta precaria per via dei numerosi attacchi terroristici, che si sono susseguiti nelle zone centrali e meridionali del Paese, per poi diffondersi nei vicini Burkina Faso e Niger, fino a toccare la Costa d’Avorio. In seguito a un attentato, compiuto il 20 novembre 2015 dal gruppo jihadista Al-Qaeda del Maghreb (AQIM) contro un hotel di Bamako, che aveva causato la morte di 20 persone, è entrato in vigore uno stato di emergenza, prolungato di 6 mesi lo scorso aprile.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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