ISIS riconquista 4 villaggi nella Siria orientale

Pubblicato il 6 giugno 2018 alle 11:32 in Medio Oriente Siria

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Almeno 45 soldati fedeli al regime del presidente siriano, Bashar Al-Assad, sono morti in un’offensiva dell’ISIS nella Siria orientale, dove l’organizzazione jihadista ha riconquistato 4 villaggi.  

I combattenti dell’ISIS hanno lanciato, il 2 giugno, un’operazione contro alcuni villaggi nella valle dell’Eufrate, che erano stati conquistati dalle forze governative siriane e dai loro alleati nel novembre del 2017. A seguito dell’attacco, lo Stato Islamico ha riconquistato 4 villaggi, secondo quanto ha dichiarato l’Osservatorio siriano per i diritti umani. L’area riconquistata dall’ISIS si trova sulla strada tra la capitale provinciale, Deir Ezzor, e la città di Albu Kamal, situata più a sud, al confine con l’Iraq. Il 19 novembre 2017, le truppe fedeli ad Al-Assad avevano completato la liberazione dell’area, sconfiggendo definitivamente il gruppo jihadista ad Albu Kamal.

Il governatorato di Deir Ezzor, nel sud del quale si trovano i villaggi riconquistati dall’ISIS, è un territorio ricco di petrolio, situato sulla riva occidentale del fiume Eufrate, al confine tra Siria e Iraq. Dopo la liberazione di Raqqa, annunciata il 17 ottobre 2017 dalle Syrian Democratic Forces (SDF), e di Deir Ezzor, avvenuta il 3 novembre 2017 ad opera del regime siriano, Albu Kamal costituiva l’ultimo grande centro urbano che, all’epoca, era ancora sotto il controllo dello Stato Islamico.

Al momento, in Siria, i militanti dell’ISIS continuano a essere presenti nel territorio orientale del Paese e, in particolare, nel villaggio di Hajin, situato nei pressi della riva orientale del fiume Eufrate, a nord di Albu Kamal, e a Dashisha, che si trova anch’essa sulle rive dell’Eufrate, a ovest della città di Deir Ezzor. Fino a maggio, l’ISIS controllava anche alcune aree a sud di Damasco, tuttavia, il 21 maggio, l’esercito siriano ha espulso gli ultimi combattenti jihadisti che si trovavano nel distretto di al-Hajar al-Aswad, a sud della Capitale. La conquista ha riportato l’area intorno a Damasco completamente sotto il controllo del presidente Al-Assad.

I villaggi riconquistati dall’ISIS si trovano poco lontani dalla citta di Hajin, che rimane il centro abitato più esteso che si trova sotto il controllo dell0 Stato Islamico. In tale area, il capo dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman, ha riferito che almeno 26 combattenti jihadisti sono stati uccisi da quando i “feroci” combattimenti sono iniziati il 2 giugno e ha aggiunto che non c’è stato ancora alcun intervento da parte dell’aviazione russa, a sostegno delle forze filogovernative.

L’Osservatorio ha dichiarato che tra le 45 vittime della fazione fedele al regime di Al-Assad sono state prevalentemente combattenti delle milizie sciite provenienti dall’Iraq, dall’Afghanistan e dal Libano. Negli scorsi mesi, la lotta contro i militanti dello Stato Islamico avevano subito un rallentamento, dal momento che numerosi soldati delle Syrian Democratic Forces (SDF) avevano abbandonato il territorio orientale della Siria per unirsi alle People’s Protection Units (YPG) nella difesa del distretto di Afrin, situato nel nord-ovest del Paese, al confine con la Turchia. Il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato una campagna militare, nota con il nome di operazione Ramo d’Olivo, contro il distretto di Afrin, con l’obiettivo di liberare l’area dal terrorismo e creare una zona cuscinetto dell’estensione di 30 km al confine tra Siria e Turchia.

La lotta allo Stato Islamico ha ripreso vigore a partire dal mese di maggio. In un comunicato, emanato martedì 1 maggio dal Consiglio militare di Deir Ezzor, le Syrian Democratic Forces (SDF) hanno dichiarato: “Le nostre forze, insieme alle forze della coalizione internazionale, a guida americana, hanno iniziato l’ultima fase della campagna contro l’ISIS” e hanno aggiunto: “Libereremo queste aree a metteramo al sicuro il confine con l’Iraq, una volta per tutte”. Tuttavia, il 19 maggio, l’amministrazione Trump ha annunciato che ritirerà truppe e assistenza dalla Siria nord-occidentale, dominata da fazioni islamiste, e concentrerà i propri sforzi sulla ripresa e ricostruzione della regione nord-orientale, nelle aree dove le forze a guida statunitense hanno strappato territori allo Stato Islamico.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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