Elezioni Slovenia: partito anti-migranti formerà il governo

Pubblicato il 6 giugno 2018 alle 6:10 in Europa Slovenia

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Il partito di destra anti-migranti sloveno, Slovenian Democratic Party (SDS), ha ottenuto il 25% dei voti alle elezioni del 3 giugno, affermandosi come primo partito della Slovenia e conquistando 25 dei 90 seggi all’interno del Parlamento. Gli analisti affermano che il voto sloveno conferma la crescita del populismo in Europa. La Lista di Marjan Sarec, partito anti-sistema, si è posizionato al secondo posto con circa il 13%, seguito dal partito Socialdemocratico di centro sinistra con il 10%, dal Partito del Centro Moderno con il 9,75% e dal partito di sinistra Levica che ha ottenuto il 9%. Tale risultato comporta l’obbligo dell’SDS di formare una coalizione.

Il leader dello Slovenian Democratic Party, Janez Jansa, aveva già ricoperto la carica di primo ministro dal 2004 al 2008 e dal febbraio 2012 al marzo 2013, quando era stato costretto alle dimissioni in seguito ad uno scandalo per corruzione. La sua ultima campagna elettorale è stata caratterizzata da una forte impronta anti-migranti, in linea con la posizione del premier ungherese, Viktor Orban. Per tale ragione, i due hanno stretto un’alleanza. Orbanha ottenuto la riconferma elettorale l’8 aprile, basandosi su una campagna simile a quella di Jansa. Ad avviso del direttore esecutivo di Political Capital, Peter Kreko, il sostegno di Orban a Jansa fa parte di un più progetto più ampio portato avanti dal leader ungherese per estendere la propria influenza nella regione dei Balcani.

Nonostante il Partito di Jansa si sia affermato come il primo della nazione, il percorso per formare una coalizione di governo è tutto in salita, secondo quanto riferito da Al Jazeera. Marjan Sarec, il cui parito ha ottenuto il 13%, ha già dichiarato sui social media che non sosterrà l’SDS e, più volte durante la campagna elettorale, aveva criticato la retorica anti-immigrazione di Jansa. Anche il leader del Partito del Centro Moderno e primo ministro uscente, Miro Cerar, nonostante si sia dichiarato soddisfatto del risultato delle elezioni, ha aggiunto che non sosterrà una coalizione guidata da Jansa. Stesso orientamento ha espresso il Partito Democratico dei Pensionati, il quale ha subito una debacle elettorale riuscendo a conquistare solo il 4,9% dei voti.

Il 4 giugno, il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha manifestato, tramite un portavoce, la speranza che il futuro governo sloveno darà un valido contributo per la costruzione di un’Unione Europea democratica, forte e di successo. Tuttavia, gli analisti si dichiarano pessimisti, evidenziando che sia che si formi una coalizione si governo guidata da Jansa, sia che se ne formi una centrista, la Slovenia andrà probabilmente incontro ad una fase di forte instabilità.

Il presidente sloveno, Borut Pahor, il 14 aprile aveva sciolto il Parlamento e annunciato elezioni anticipate dopo che il primo ministro uscente, Miro Cerar, aveva presentato le sue dimissioni in quanto la Corte Suprema aveva bloccato un progetto ferroviario, dal lui presentato, del valore di 1 miliardo di euro.

 

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di Redazione

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