Yemen: inviato ONU intima agli Houthi di consegnare Hodeidah

Pubblicato il 5 giugno 2018 alle 8:21 in Medio Oriente Yemen

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Martin Griffith, l’inviato Onu in Yemen, il 4 giugno, ha invitato i ribelli sciiti Houthi a ritirarsi dall’area di Hodeidah per mettere la zona sotto la supervisione delle Nazioni Unite. Secondo fonti politiche di Sanaa, i leader delle milizie si sono mostrati propensi ad accettare la richiesta. Griffith ha dialogato con alcuni leader Houthi, ribadendo che il primo passo verso una soluzione politica è il ritiro da Hodeidah e dai suoi porti strategici, dal momento che, solo allora, sarà permessa la partecipazione del gruppo ai negoziati.

Secondo quanto riporta Al Arabiya English, gli Houthi si trovano di fronte ad una scelta: ritirarsi completamente dalla città o fronteggiare operazioni militari intensive da parte del governo yemenita. Il Parlamento dello Yemen ha dichiarato che i ribelli sciiti intendono usare il porto di Hodeidah per controllare l’ingresso di aiuti umanitari e per contrabbandare armi e artiglieria. L’organo legislativo ha inoltre ammonito che ci saranno ripercussioni se il gruppo non si decide ad intraprendere una soluzione politica. Ha sottolineato che la strategia degli Houthi di cercare “miglioramenti temporanei allontanandosi da una soluzione reale non servirà a raggiungere la pace che gli yemeniti desiderano e che l’attesa darà ai ribelli l’opportunità di riunire le loro forze e cercare nuove reclute, tra cui bambini e persone povere, mandandole incontro alla morte”. I blocchi parlamentari hanno invitato Griffith e la comunità internazionale ad alleviare la crisi umanitaria che sta affliggendo lo Yemen, costringendo gli Houthi a rispettare il diritto internazionale. 

Allo stesso tempo, durante la mattinata del 4 giugno, la Coalizione Araba ha effettuato una serie di attacchi aerei contro gruppi armati Houthi a Hodeidah. Fonti locali hanno riferito che i raid hanno distrutto un convoglio dei ribelli nella zona nord-est di Hodeidah, distruggendo diversi veicoli armati e uccidendo decine di miliziani in viaggio da Sanaa a Hodeidah.

Dal 19 marzo 2015, lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile. Ci sono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere: il gruppo zaidita sciita degli Houthi e le forze governative del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto in seguito al colpo di stato del 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Il contesto politico yemenita è stato reso ancora più complesso dall’intervento di potenze esterne. L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto il 26 marzo 2015, supportando il presidente destituito, con l’ausilio della Coalizione Araba. Il fronte Houthi, invece, riceve il supporto dell’Iran, che invia segretamente armi al gruppo. Entrambe le coalizioni mirano ad instaurare il proprio controllo sul Paese e temono che la fazione avversa possa ampliare l’influenza sciita o sunnita nella regione.  

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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