Madagascar: nominato Christian Ntsay come nuovo primo ministro

Pubblicato il 5 giugno 2018 alle 17:50 in Africa Madagascar

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Hery Rajaonarimampianina, il presidente del Madagascar, ha nominato il rappresentante locale dell’International Labour Organisation, Christian Ntsay, come nuovo primo ministro. L’ex premier, Olivier Mahafaly, ha rassegnato le sue dimissioni il 4 giugno, sulla base di una sentenza della Corte Suprema Costituzionale, che prevede la formazione di un nuovo governo di consenso nel Paese, con lo scopo di porre fine alla crisi politica in corso.

In seguito all’ordine dell’Alta Corte Costituzionale, Rajaonarimampianina ha sciolto il governo e ha nominato il nuovo primo ministro con il sostegno di tutti i partiti politici. Il presidente ha poi dichiarato alla stampa: “Ho nominato Christian Ntsay come primo ministro, un uomo esperto con le competenze necessarie a guidare un governo di consenso”.

Nel mese di maggio, il presidente del Madagascar ha approvato una legge elettorale che consente a Ravalomanana, leader dell’opposizione, di presentarsi come candidato presidenziale alle prossime elezioni, previste per fine 2018. Tuttavia, all’inizio di aprile, il governo aveva passato un’altra legge che obbligava i candidati presidenziali a presentare un resoconto delle loro condanne giudiziarie. Tali misure avevano escluso Ravalomanana dalla corsa presidenziale, poiché durante il suo esilio egli era stato stato accusato di alcuni reati. Il leader dell’opposizione era stato presidente del Madagascar dal 2002 al 2009 quando fu costretto ad abbandonare il Paese a causa di un colpo di Stato. I sostenitori di Ravalomanana avevano dichiarato che le nuove leggi erano state approvate per prevenire all’uomo di ritornare al potere con le prossime elezioni. Alla luce di ciò, la notte del 3 maggio, l’Alta Corte Costituzionale aveva dichiarato la legge incostituzionale, permettendo così la candidatura di Ravalomanana.

Il Madagascar è uno dei Paesi più poveri del mondo, nonostante le vaste riserve di nichel, cobalto, oro e uranio presenti sul territorio. Gli investimenti stranieri sono stati radicalmente ridotti in seguito al colpo di Stato del 2009, a cui ha seguito la deposizione di Ravalomanana. Dal 2009 al 2014, Andry Rajoelina ha rivestito la carica di presidente di transizione. Successivamente, in occasione delle elezioni del 20 dicembre 2013, ad entrambi gli ex presenti, Ravalomanana e Rajoelina, fu impedito di partecipare. I risultati elettorali segnarono perciò la vittoria di Rajaonarimampianina. Durante il suo mandato il Madagascar ha sperimentato l’attenuarsi di una lunga serie di crisi politiche. Ad oggi, non è ancora chiaro se il presidente si ricandiderà alle elezioni.

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di Redazione

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