Iran e Iraq firmano accordo sull’esportazione di petrolio

Pubblicato il 5 giugno 2018 alle 18:30 in Iran Iraq

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Iran e Iraq hanno firmato un accordo sull’esportazione di petrolio greggio da Kirkuk a Teheran, mirando a potenziare la loro cooperazione in materia economica e commerciale. È quanto ha reso noto, martedì 5 maggio, l’agenzia di stampa del Ministero del Petrolio iraniano, Shana, la quale ha specificato che il trasporto di greggio avverrebbe direttamente via camion dal campo di Kirkuk. Secondo l’accordo, l’Iran è tenuto a lavorare il petrolio importato nelle sue raffinerie e a consegnarlo, una volta ultimato il processo, ai porti meridionali dell’Iraq. Si prevede che tra i 30.000 e i 60.000 barili al giorno contenenti greggio proveniente da Kirkuk saranno trasportati dai camion cisterna a Darreh Shahr, nel sud-ovest dell’Iran. In base a quanto riportato da Reuters, Iraq e Iran starebbero progettando di costruire un oleodotto in futuro per evitare l’uso di camion durante l’esportazione di petrolio nella penisola.

È la prima volta che Baghdad riprende le esportazioni dal campo di Kirkuk, dopo averle interrotte in seguito alla sconfitta dei curdi e la riconquista della regione nell’ottobre 2017. Da parte sua, l’Iran ha stipulato l’accordo con il suo partner arabo per prendere controllo delle esportazioni di greggio provenienti dal gigantesco giacimento petrolifero, specialmente dopo aver appoggiato il respingimento della richiesta di indipendenza dei curdi in quella regione, nel settembre 2017.

Già il 22 luglio 2017, Iran e Iraq avevano firmato un memorandum d’intesa su una cooperazione ad ampio raggio nei settori militare e della difesa. La collaborazione tra i due preoccupa ampiamente Stati Uniti e Arabia Saudita, i quali temono che l’Iran possa espandere il suo potere attraverso il rafforzamento progressivo delle relazioni con altri Paesi del Medio Oriente, tra cui anche Siria. Il presidente americano Donald Trump e il re dell’Arabia Saudita hanno entrambi interesse che la penisola iraniana, da loro ritenuta nemica acerrima, rimanga il più debole e isolata possibile.

Il 6 marzo scorso, una visita ufficiale in Iraq del vicepresidente iraniano, Es’hagh Jahangiri, era stata organizzata al fine di stimolare la cooperazione anche nel campo degli investimenti. Il piano d’azione prevede di abolire progressivamente le barriere allo sviluppo di legami bancari, attraverso la creazione di nuove linee di credito e il potenziamento dei rapporti bilaterali in numerosi settori, tra cui quello ingegneristico, tecnico, industriale e immobiliare, oltre a quello commerciale.

I rapporti tra Iran e Iraq sono migliorati dopo la caduta dell’ex presidente iracheno, Saddam Hussein, il 9 aprile 2003 e dopo l’instaurazione di un governo sciita in Iraq, che ha sostituito il regime sunnita di Saddam. Secondo quanto previsto dalla costituzione irachena del 2005, le principali cariche dello Stato rappresentano le tre comunità principali del Paese: sunniti, sciiti e curdi. Il presidente della repubblica è esponente della comunità curda, il primo ministro di quella sciita e il presidente del parlamento di quella sunnita.

In seguito all’occupazione dell’Iraq da parte dell’ISIS, le Quds Force, unità speciale delle guardie della rivoluzione iraniane, guidate dal generale Qasem Soleimani, sono intervenute in Iraq per sostenere militarmente l’esercito iracheno nella lotta contro l’ISIS. L’Iran ha anche provveduto alla formazione delle forze di mobilitazione popolare (Fmp), le milizie sciite irachene impegnate nella lotta contro l’ISIS.

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Chiara Gentili

di Redazione

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