Immigrazione: rotta del Mediterraneo occidentale sempre più mortale

Pubblicato il 5 giugno 2018 alle 9:56 in Immigrazione Spagna

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La rotta del Mediterraneo occidentale, che collega il Marocco alla Spagna, sta divenendo una delle più mortali al mondo. Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dal primo gennaio al 30 maggio 2018, in tale area hanno perso la vita complessivamente 237 migranti, una cifra molto maggiore rispetto ai 59 decessi registrati nello stesso periodo del 2017.

Come spiega Ansamed, la regione meridionale dell’Andalusia costituisce la porta di entrata principale in Spagna. Nel solo mese di maggio, un totale di 3.400 migranti sono sbarcati, segnando un aumento del 92% rispetto a tutto il 2017, in cui arrivarono complessivamente 7.736 stranieri. Alla luce dei crescenti arrivi, i centri di accoglienza sono pieni e, in diverse località, sono state allestite strutture emergenziali. Il prefetto Antonio Sans ha stimato che, dal gennaio 2018 ai primi di giugno, sono stati 6.978 i migranti soccorsi su 279 barconi in mare, al largo dell’Andalusia. Di questi, 300 sono stati slavati nell’ultima settimana. Una volta sbarcati, i migranti vengono condotti nei commissariati per essere identificati, dove rimangono per un massimo di 72 ore. Nei centri di espulsione, invece, possono rimanere fino a 2 mesi, in attesa che le pratiche vengano concluse per essere rimpatriati.

Tuttavia, sottolinea l’agenzia stampa, la situazione più preoccupante è quella oltre le frontiere iberiche. Nonostante i flussi nel Mediterraneo siano in diminuzione dallo scorso luglio, con 32.080 sbarchi in Europa dal primo gennaio al 30 maggio 2018, le traversate verso la Spagna attraverso lo Stretto di Gibilterra e il Mare di Alboran sono in aumento. La pressione migratoria sta salendo anche nelle enclavi nordafricane di Ceuta e Melilla dove, secondo le autorità frontaliere, per via dei movimenti provenienti da Mauritania, Senegal, Guinea Conakry e dalla Sierra Leone.

Ceuta e Melilla, due città autonome spagnole situate sulla costa orientale del Marocco, sono separate dal Paese nordafricano da una barriera di filo spinato per impedire l’infiltrazione di migranti irregolari in territorio spagnolo e per far sì che solo un numero ristretto di richiedenti asilo riesca a raggiungere la Spagna. La fortezza, munita di torri di avvistamento, lame di metallo, telecamere e rilevatori di diverso tipo è altresì controllata su entrambi i lati dai soldati della Guardia Civil, corpo di sicurezza spagnolo, e dalla polizia marocchina. Nel 2017, circa 20.126 migranti sono giunti via mare in Spagna, senza contare quelli arrivati via terra, come nel caso di Melilla. Il numero si è quasi triplicato dal 2016, quando alle Canarie, in Andalusia e in Murcia sbarcarono circa 7.367 persone. La maggior parte degli sbarchi del 2017 è avvenuta in Andalusia, con decine di migranti tratti in salvo in mare. In totale, nel territorio sono giunti 803 barconi con 17.614 persone, 1.663 dei quali solamente nel mese di dicembre. Nella regione di Murcia, invece, sono stati contati 2.089 arrivi, contro i 423 delle Canarie.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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