Egitto: giuramento di al-Sisi davanti al Parlamento e manifestazioni in suo favore

Pubblicato il 5 giugno 2018 alle 7:00 in Africa Egitto

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Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha prestato giuramento davanti al Parlamento, sabato 2 giugno, assumendo il suo secondo mandato quadriennale dopo essere risultato vincitore alle elezioni del 26 marzo scorso con il 97% dei voti. Il leader, che aveva assunto l’incarico presidenziale per la prima volta nel giugno 2014, ha dichiarato che “proteggerà la repubblica, farà rispettare la Costituzione e la legge, tutelerà gli interessi del popolo, difenderà l’indipendenza e l’unità della nazione”. Era dal 2005 che la cerimonia di giuramento non si teneva di fronte al Parlamento.

In questa occasione, numerosi egiziani hanno manifestato nella città de Il Cairo, mostrando il loro appoggio al presidente. Molti di loro hanno dichiarato che al-Sisi è la persona giusta per far crescere il Paese: “L’Egitto si sta sviluppando e le persone sentono i miglioramenti. Ciò che vogliamo da lui è solo più stabilità e condizioni migliori”, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters un partecipante alla manifestazione.

Nel suo discorso programmatico, il presidente ha riconosciuto la pazienza e la resistenza del popolo egiziano negli ultimi quattro anni, segnati da difficoltà economiche e problemi di sicurezza. Al-Sisi ha sottolineato che i cittadini hanno dovuto affrontare la minaccia del terrorismo e le varie sfide economiche, sociali e politiche, ma ha precisato che è necessario l’impegno e la solidarietà di tutti per promuovere lo sviluppo nel Paese. Il presidente ha anche delineato la sua visione per il prossimo mandato, promettendo che le priorità dei prossimi quattro anni saranno le questioni relative alla salute e all’istruzione.

Tuttavia, i suoi critici sostengono che al-Sisi è responsabile di aver soffocato la democrazia e condotto politiche economiche fallimentari, tra cui tagli ai sussidi e aumenti delle tasse che hanno spinto i prezzi verso l’alto. Un rincaro dei prezzi dei biglietti della metropolitana de Il Cairo aveva innescato, dal 12 maggio, violente proteste seguite da numerosi arresti. Nonostante ciò, sono in corso ulteriori tagli alle sovvenzioni, inclusi il carburante e l’elettricità.

I difensori dei diritti umani, tra cui attivisti e ONG umanitarie, hanno regolarmente accusato al-Sisi di violare le libertà pubbliche e reprimere gli oppositori politici, molti dei quali, insieme ad altri membri della società civile, come giornalisti, blogger e manifestanti, sono stati catturati e processati.

La situazione dei diritti umani in Egitto è deteriorata dopo che un golpe ha rovesciato, il 3 luglio 2013, l’ex presidente islamista Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani. L’uomo era stato democraticamente eletto nel giugno 2012 ma, in seguito a numerose proteste popolari contro il suo governo, era stato rovesciato e messo sotto accusa insieme ad altri esponenti dei Fratelli Musulmani. La successiva ascesa al potere di al-Sisi, l’8 giugno 2014, ha scatenato le insorgenze dei jihadisti nella regione settentrionale della penisola del Sinai. I ribelli hanno focalizzato i loro attacchi contro le forze di sicurezza e la minoranza cristiana egiziana, rendendo critica la questione della stabilità nel Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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