Taiwan: aereo da caccia F-16 si schianta durante esercitazioni militari

Pubblicato il 4 giugno 2018 alle 19:20 in Asia Taiwan

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La giornata di inaugurazione delle annuali esercitazioni militari di Taiwan è stata segnata dalla morte di Wu Yen Ting, pilota dell’aereo da caccia F-16 che si è schiantato sulle montagne nella parte nordorientale dell’isola 34 minuti dopo il decollo, lunedì 4 giugno.

Dopo aver perso il contatto con la base di Hualien, l’aereo F-16 è sparito dal radar per cui centinaia di militari sono stati mobilitati per un’operazione di ritrovamento e salvataggio del pilota. Nella zona del monte Wufen, tuttavia, sono stati rinvenuti pezzi di lamiera e resti del pilota che è stato immediatamente dichiarato deceduto.

Wu Yen Ting si era laureato nel 2009 presso l’Air Force Academy e da allora aveva accumulato 1039 ore di volo, di cui 736 sull’aereo da caccia F-16. Nel 2013 era riuscito a paracadutarsi fuori dall’F-16 prima che si schiantasse lungo la costa meridionale dell’isola.

Il pilota Wu aveva preso nuovamente parte alle annuali esercitazioni militari di Taiwan, denominate Han Kuang, dalla durata di cinque giorni. Lo scopo di queste esercitazioni consiste nel rafforzare la prontezza al combattimento dell’esercito taiwanese nel caso in cui l’isola dovesse essere attaccata dal People’s Liberation Army della Cina.

Le esercitazioni comprendono operazioni di combattimento congiunto terra-aria, operazioni volte ad impedire l’atterraggio di forze nemiche nel nord e nel sud dell’isola ed operazioni di combattimento anti-aereo.

La Repubblica Popolare Cinese considera l’isola di Taiwan come una sua provincia e non è disposta a concederle una formale indipendenza. Al contrario, per riaffermare il principio One China Policy, secondo il quale gli Stati che desiderano intrattenere rapporti diplomatici e commerciali con la Cina non possono riconoscere l’indipendenza dell’isola di Taiwan, la Repubblica Popolare Cinese ha avviato una serie di esercitazioni militari nello Stretto di Taiwan.

Le più recenti risalgono al 17 aprile, quando la marina militare cinese ha eseguito una serie di addestramenti con l’utilizzo di munizioni vere a 40 km dall’isola di Taiwan, e all’11 maggio quando gli aerei da caccia Sukhoi Su-35 ed i caccia bombardieri strategici H-6K hanno sorvolato il canale di Bashi, situato tra l’isola di Taiwan e le isole settentrionali delle Filippine, mentre i jet J-11 e gli aeromobili di allerta rapida KJ-200 hanno sorvolato lo stretto di Miyako, situato tra l’isola di Taiwan e il Giappone.

L’obiettivo che si cela dietro all’aumento delle pressioni da parte della Cina è impedire all’isola di Taiwan di dichiarare la propria indipendenza da Pechino. “Il governo della Repubblica Popolare Cinese sta cercando di attuare una pressione psicologica molto forte su Taiwan. Il presidente Xi Jinping potrebbe considerare la riunificazione formale come un obiettivo di lungo periodo”, ha affermato Chong Pin Lin, ex viceministro della Difesa di Taiwan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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