NATO: non difenderemo Israele contro eventuale attacco iraniano

Pubblicato il 4 giugno 2018 alle 11:30 in Israele NATO

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato alla rivista tedesca Der Spiegel, sabato 2 giugno, che l’alleanza atlantica non difenderebbe Israele in caso di un attacco da parte dell’Iran. Il segretario ha commentato che Israele è un partner della NATO, ma non un suo membro, motivo per cui la “garanzia di sicurezza” dell’alleanza atlantica non viene applicata nei suoi confronti. Stoltenberg ha inoltre spiegato che la NATO non è coinvolta negli sforzi di pace in Medio Oriente o nei conflitti nella regione.

In ulteriori commenti a Der Spiegel, il segretario generale ha riferito che, al momento, ci sarebbe tensione crescente nelle relazioni tra Israele e Iran. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si è recato in Europa, lunedì 4 giugno, per cercare consenso nella condanna all’Iran, tra i leader europei desiderosi di salvare l’accordo nucleare in seguito alla fuoriuscita degli Stati Uniti da questo ultimo.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) era stato firmato il 14 luglio 2015 dall’Iran, insieme alla Germania e ai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Tale accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

Fin dalla campagna elettorale, Donald Trump aveva criticato il JCPOA, affermando inoltre che Stati Uniti sarebbero dovuti uscirne al più presto. In linea con tale posizione, il 13 settembre 2017, il presidente americano aveva annunciato la de-certificazione del JCPOA, chiedendo al Congresso di modificare la legislazione per contrastare maggiormente il programma missilistico iraniano. Il 12 gennaio 2018, Trump aveva poi deciso di rinnovare per l’ultima volta l’accordo, specificando la necessità di una sua rinegoziazione entro il 12 maggio grazie al contributo anche dei partner europei. Tuttavia, il governo di Washington ha deciso di ritirarsi dal patto l’8 maggio, prima dello scadere del termine. Questa mossa è stata lodata da Netanyahu.

Durante la visita in Europa, il presidente israeliano incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Theresa May, i quali hanno immediatamente reagito all’abbandono statunitense dell’accordo, tentando di preservare questo ultimo. Netanyahu, al contrario, è un oppositore dell’accordo sul nucleare e del regime iraniano. Il leader israeliano ha duramente criticato l’insistenza europea sul fatto che l‘accordo è la migliore opzione per impedire a Teheran di sviluppare il nucleare. Netanyahu sostiene altresì che l’afflusso di denaro in Iran dopo la revoca delle sanzioni internazionali, come previsto dall’accordo, ha alimentato l’espansione dell’influenza militare di Teheran nella regione, specialmente nella vicina Siria.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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