Madagascar: si dimette primo ministro

Pubblicato il 4 giugno 2018 alle 15:00 in Africa Madagascar

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Il primo ministro del Madagascar, Olivier Mahafaly, si è dimesso dal suo incarico lunedì 4 giugno, per conformarsi ai termini di una sentenza della Corte Suprema costituzionale del Madagascar, che ha ordinato la formazione di un nuovo governo di consenso nel Paese. La notizia è stata resa nota dal quotidiano di informazione Africanews.

Lo scorso 25 maggio, la Corte Suprema aveva ordinato al presidente del Madagascar, Hery Rajaonarimampianina, di sciogliere il governo e nominare un nuovo primo ministro, previa consultazione con tutti i partiti in Parlamento, allo scopo di porre fine alla crisi politica in atto nel Paese.

“Accetto incondizionatamente questa decisione. Consegno le mie dimissioni senza costrizioni o rimpianti”, ha riferito Mahafaly ai giornalisti presenti nel suo ufficio.

Le tensioni sono sorte dopo che il governo, all’inizio di aprile 2018, aveva emanato una legge elettorale che obbliga i candidati presidenziali a presentare un resoconto delle loro condanne giudiziarie. Questa decisione, secondo l’opposizione, sarebbe stata presa per impedire a Marc Ravalomanana, ex leader del Paese, accusato di aver commesso alcuni reati durante l’esilio, di candidarsi alle elezioni presidenziali previste per la fine del 2018. In seguito alla decisione del governo si erano verificate, il 21 aprile, una serie di proteste nella capitale, Antananarivo, durante le quali sono morte 2 persone. In seguito a tali episodi di violenza, giovedì 3 maggio, la Corte Suprema del Madagascar aveva definito incostituzionale la nuova misura legislativa, e l’opposizione aveva richiesto le dimissioni di Rajaonarimampianina, continuando a protestare. Lo scorso 12 maggio, infine, il presidente aveva approvato una nuova legge che permette a Ravalomanana, principale candidato dell’opposizione, di concorrere per la carica di presidente alle prossime elezioni.

Il Madagascar è uno dei Paesi più poveri del mondo, nonostante le vaste riserve di nichel, cobalto, oro e uranio presenti sul suo territorio. Gli investimenti stranieri si erano drasticamente ridotti in seguito al colpo di stato del 2009, che aveva deposto Ravalomanana. Fino al 2014, Andry Rajoelina aveva rivestito la carica di presidente di transizione; successivamente, in occasione delle elezioni, tenutesi il 20 dicembre 2013, sia a Ravalomanana, sia a Rajoelina fu impedito di partecipare, e i risultati segnarono la vittoria di Rajaonarimampianina. Al momento, non è ancora stato reso noto se il presidente si ricandiderà alle nuove elezioni.

 Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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