Libia: siglato accordo di pace tra Misurata e Tawergha

Pubblicato il 4 giugno 2018 alle 15:31 in Africa Libia

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Le due città libiche di Misurata e Tawergha hanno firmato, domenica 3 giugno, un trattato di pace che porrebbe fine alla disputa tra le parti durante il conflitto, iniziato nel febbraio 2011, per rovesciare il regime del colonnello Muammar Gheddafi, ucciso a Sirte il 21 ottobre 2011. In seguito al loro supporto al governo dell’ex capo di Stato, circa 40.000 residenti di Tawergha erano stati costretti dalle milizie del Consiglio di transizione nazionale (NTC) ad abbandonare le loro case. L’accordo consente agli sfollati di ritornare immediatamente nella loro città, dopo circa sette anni, affermando che le due parti intendono “girare pagina, dimenticare il passato e promuovere la pace sociale e la convivenza”.

Durante la guerra civile in Libia, gli abitanti di Tawergha erano stati accusati di lanciare operazioni militari contro la città di Misurata, che si era ribellata al regime di Gheddafi. Successivamente, questa è stata sottoposta a un assedio lungo 2 mesi, guidato dai combattenti di Tawergha, nei quali abusi e violenze sono stati condotti indiscriminatamente nei confronti di donne, uomini e bambini. Tuttavia, quando l’esercito libico ha iniziato a cedere, le brigate di Misurata non hanno esitato a compiere la loro offensiva nei confronti della città di Tawergha, nonostante l’uccisione delle persone sospettate di essere a favore di Gheddafi fosse l’obiettivo dei ribelli di Misurata fin dal febbraio 2011. Secondo Amnesty International, le forze anti-Gheddafi non permettevano alla popolazione di Tawergha di fuggire. Il 12 agosto, dopo mesi di assedio, dichiararono di aver catturato la città.

Nei colloqui per la firma del trattato di pace, gli abitanti di Tawergha si sono scusati con quelli di Misurata per le atrocità commesse nel 2011 nei confronti delle persone residenti in quell’anno nella città e dei loro familiari.

L’accordo è stato siglato dal sindaco di Misurata e dal capo del Consiglio locale di Tawergha. Secondo il trattato, le due parti dovranno coordinare le loro decisioni e azioni in merito all’interesse pubblico e astenersi dal prendere parte a qualsiasi coalizione contro la sicurezza delle città. “Tawergha non dovrebbe ospitare persone ricercate o membri di gruppi terroristici”, si legge nel trattato. Inoltre, gli abitanti di quest’ultima sono stati invitati a fermare le proteste contro Misurata e a fornire il loro aiuto nella ricerca delle persone scomparse.

Gli sfollati di Tawergha, che riconoscono il trattato e promettono di rispettare i suoi vincoli, sono stati autorizzati a tornare nella loro città. Il ritorno degli sfollati sarà supervisionato dalla Zona Militare Centrale e dalla Direzione della Sicurezza di Misurata. Il Gran Mufti, il più alto ufficiale della legge religiosa islamica sunnita, Sadiq al-Gharyani ha rilasciato una dichiarazione televisiva in cui si è detto favorevole alla firma dell’accordo e ha invitato tutti i libici a riconciliarsi, consentendo agli sfollati di tornare nelle loro città.  

Nel frattempo, gli abitanti di Tawergha che sostengono le forze di Haftar della Dignity Operation, rifugiati nella Libia orientale, hanno respinto il trattato di pace, affermando che si tratta di “una propaganda dei Fratelli Musulmani”.

Finora, i tentativi precedenti di riportare nelle loro case i 40.000 sfollati di Tawergha erano stati mandati a monte dagli attacchi delle milizie che, fuori dal controllo del governo di Tripoli, colpivano coloro che tentavano di fare ritorno nella loro città.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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