Gaza: Israele colpisce 15 bersagli di Hamas

Pubblicato il 3 giugno 2018 alle 19:36 in Israele Palestina

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Le forze israeliane hanno condotto un raid aereo contro 15 target di Hamas nella Striscia di Gaza nella notte di domenica 3 giugno, in replica a colpi di mortaio lanciati contro le comunità israeliane meridionali nel pomeriggio di sabato 2 giugno.

L’agenzia di stampa palestinese Wafa ha reso noto che alcune case sono state danneggiate da 3 missili sganciati dai jet israeliani in una località, al-Waha, situata a nord-ovest della città di Gaza. L’agenzia di stampa Shebab, affiliata ad Hamas, ha divulgato che i medesimi jet hanno colpito alcun bersagli nel quartiere Shejaiya  della città di Gaza, come pure nel campo profughi di Nuseirat, non lontano da Deir al-Bireh.  Un altro obiettivo del raid aereo israeliano sarebbe stato nei pressi della città di Rafiah, a sud di Gaza. Precedentemente, nella sera di sabato 2 giugno, alcuni jet israeliani avrebbero invece bombardato siti vicini al quartiere al-Zaytoun, nella città di Gaza, e altri target a Khan Younis e Rafiah.

L’esercito israeliano ha affermato che il raid aereo operato durante la notte è avvenuto in risposta al lancio di alcuni razzi e altri “incidenti terroristici condotti e resi possibili dall’organizzazione terroristica Hamas nel corso del fine-settimana”. Tra questi, le forze israeliane hanno citato il lancio di granate e ordigni esplosivi improvvisati, il tentativo di infiltrazione a Israele tramite il danneggiamento della recinzione di sicurezza, e la combustione di alcuni campi israeliani tramite ausilio di aquiloni incendiari. Secondo quanto riferito dall’aviazione israeliana, gli obiettivi colpiti, nella Striscia di Gaza, sarebbero 3 edifici di Hamas, tra cui due magazzini di produzione e stoccaggio di armi e target appartenenti alle forze navali del gruppo palestinese. La dichiarazione rilasciata dalle forze aeree di Israele avverte che “se Hamas sceglie di seguire il sentiero del terrorismo e non risolvere le difficoltà del popolo di Gaza, allora continuerà a pagare a caro prezzo tale atteggiamento, e tale prezzo, in base a quanto sarà necessario, potrà solo diventare più esoso”.

L’uso di razzi e colpi di mortaio da parte di Hamas, avvenuto intorno alle 20.00 di sabato 2 giugno, ha rappresentato la prima violazione del cessate-il-fuoco raggiunto con un accordo in data mercoledì 30 maggio, il quale ha reso possibili due giorni di relativa quiete nella regione meridionale di Israele, in seguito all’escalation di violenza più significativa degli ultimi 4 anni avvenuta tra le Forze di Difesa Israeliane e i membri di Hamas, che controllano l’enclave di Gaza. Nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’offensiva che ha causato la violazione del cessate-il-fioco, tuttavia varie fonti locali hanno attribuito la responsabilità della stessa ai Comitati di Resistenza Popolare, i quali avrebbero agito a loro volta in risposta all’uccisione, da parte delle truppe di Israele, della paramedica 21 palestinese Razan al-Najar, morta venerdì 1 giugno durante le proteste violente a Gaza sud.

Nella mattina di domenica, le Forze di Difesa Israeliane hanno altresì annunciato l’avvio di esercitazioni su larga scala nel sud del Paese, le quali avranno inizio nonostante le forti tensioni attualmente presenti nell’area. I cittadini residenti nella regione meridionale di Israele vedranno una presenza accresciuta di truppe ed equipaggiamento militare sul posto, come pure di aerei che sorvoleranno la zona. L’esercitazione, che durerà fino a mercoledì 6 giugno, è stata organizzata in anticipo al fine di “mantenere alta la preparazione e l’adeguatezza delle truppe”, ha affermato l’esercito israeliano. L’aviazione di Israele terrà al contempo delle esercitazioni separate in tutto il Paese fino a giovedì 7 giugno.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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