Venezuela: rilasciati membri dell’opposizione

Pubblicato il 2 giugno 2018 alle 10:15 in America Latina Venezuela

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Venerdì 1 giugno, il Venezuela ha cominciato a rilasciare un gruppo di membri dell’opposizione, arrestati per aver protestato contro il presidente, Nicolas Maduro. Secondo il governo, tale decisione migliorerà il dialogo fra le due parti, ma alcuni critici non sono d’accordo.

Secondo una lista pubblicata dal presidente della Corte Suprema, Maikel Moreno, verrà rilasciato un gruppo di 39 attivisti dell’opposizione. Delcy Rodriguez, presidente dell’Assemblea Costituzionale venezuelana, durante un discorso trasmesso in televisione ha spiegato che l’elenco è stato stilato su richiesta di Maduro, che ha definito questo “percorso” la strada giusta verso il dialogo, l’unità e la pace. I legislatori dell’opposizione hanno definito il rilascio dei prigionieri da parte del governo di Maduro “una farsa”.

I gruppi per i diritti umani e i membri dell’opposizione hanno spiegato che il governo di Maduro sta ancora trattenendo centinaia di prigionieri politici, arrestati per aver organizzato e guidato una serie di manifestazioni in strada contro l’amministrazione politica del Paese, sia nel 2014 che nel 2017. Circa 170 persone sono morte durante le proteste.

Maduro era stato rieletto il 20 maggio per un ulteriore mandato, della durata di 6 anni. L’uomo, a maggio, aveva richiesto il rilascio dei prigionieri per dimostrare la sua buona volontà nel stabilire un dialogo con l’opposizione. Il leader ha sottolineato che il Venezuela è vittima di una “guerra economica” guidata dai membri della sua controparte politica, supportati dagli Stati Uniti, e ha definito le proteste un tentativo di rovesciarlo. La vasta maggioranza dell’opposizione ha boicottato le elezioni di maggio, sostenendo che gli esiti sarebbero stati truccati. Inoltre, essi sostengono che Maduro abbia calpestato le basilari libertà democratiche e che stia portando il Paese verso il collasso economico. Sono 1.600.000 i cittadini che hanno abbandonato il Venezuela negli ultimi anni, un milione solo tra il 2015 e il 2017, a seguito dell’acuirsi della crisi politica, economica e sociale che attraversa il Paese.

L’economia venezuelana sta assistendo al quinto anno consecutivo di forte contrazione, insieme a una robusta inflazione e alla penuria di derrate alimentari e medicine. L’estrema povertà ha causato, negli ultimi anni, un’emigrazione di massa, la quale ha inasprito le difficoltà economiche a cui il Paese deve far fronte. Gli Stati Uniti avevano già imposto sanzioni su alcuni individui legati a Maduro, accusandoli di corruzione. Maduro, dal canto suo, accusa Washington di cospirare per rovesciare il suo governo e prendere il controllo del Paese, membro dell’OPEC, e con esso delle sue riserve di petrolio, che sono le più vaste al mondo; egli ha inoltre affermato che l’“economia di guerra” statunitense è la principale causa dei problemi che affliggono Caracas.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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