Tunisia: l’ex dittatore Ben Ali e altri 13 funzionari sotto processo

Pubblicato il 2 giugno 2018 alle 6:30 in Africa Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un tribunale tunisino ha cominciato il primo round di processi contro l’ex dittatore Ben Ali e altri 13 ufficiali governativi, indagati per oltre sessant’anni di violazioni dei diritti umani nel Paese nordafricano. Le udienze saranno tenute dalla Commissione per la verità e la dignità (IVD), istituita nel 2014 in seguito ai disordini che hanno abbattuto il presidente tunisino nel 2011 e scatenato le rivolte della Primavera Araba. Il tribunale ha il mandato di indagare sulle violazioni dei diritti umani perpetrate tra il 1957, quando fu eletto il primo presidente della Tunisia, Habib Bourguiba, e il 2014, con l’obiettivo di processare i responsabili e dare giustizia alle loro vittime.

Il primo caso giudiziario è stato esaminato martedì 29 maggio e ha riguardato la scomparsa di Kamel Matmati, membro del movimento Ennahda, un partito politico tunisino di orientamento islamista moderato, arrestato nell’ottobre 1991, durante il governo di Ben Ali, e torturato a morte.

Il prossimo ciclo di udienze è previsto per il 10 luglio. Al processo ci saranno Ben Ali, che al momento vive in esilio in Arabia Saudita, il ministro degli Interni del suo governo, Abdallah Kallel, e gli altri 12 ex-funzionari, tutti condannati in absentia. Il tribunale ha promesso di assicurarsi che i colpevoli vengano convocati, ma non ha specificato se emetterà mandati di arresto o richieste di estradizione. I condannati affrontano accuse di omicidio volontario, torture e sparizioni forzate.

Da quando ha iniziato a lavorare, l’IVD ha ricevuto più di 62.000 accuse di violazioni dei diritti umani, tra cui stupri, omicidi e torture. La Commissione ha intervistato quasi 50.000 persone e ha indicato almeno 32 casi come gravi.

L’ONG Human Rights Watch ha affermato che i processi del tribunale tunisino potrebbero essere un punto di svolta per il sistema giudiziario del Paese, al fine di consolidare la democrazia dopo i disordini scatenati dalle rivolte arabe. “Se la magistratura, uno dei pilastri della dittatura del passato, può rendere giustizia in modo equo a casi così iconici, ci sarà un grande risvolto positivo per la democrazia in Tunisia e il Paese potrà essere un punto di riferimento per l’intera regione”, ha dichiarato il direttore di Human Rights Watch nello Stato nordafricano, Amna Guellali.

La Tunisia è stato acclamata come l’unico successo democratico della Primavera Araba poiché il regime autocratico dell’ex presidente Ben Ali è stato rovesciato, nel gennaio 2011, senza che si verificassero violenze o si instaurasse un ulteriore governo autoritario. Tuttavia, da quel momento non si sono ancora risolti i gravi problemi strutturali del Paese, tra cui l’alta inflazione e la disoccupazione.

La Primavera Araba fu innescata dal gesto di un fruttivendolo tunisino, Mohamed Bouazizi, che il 17 dicembre 2010 si diede fuoco, in segno di protesta, dopo che la polizia aveva sequestrato la sua merce. Dieci giorni dopo, le proteste si diffusero anche nella capitale, Tunisi, dove alcuni giovani scesero per le strade della città per manifestare contro la disoccupazione, e vennero duramente respinti dalla polizia. In seguito al protrarsi dei disordini, nella sera del 13 gennaio venne imposto lo stato di emergenza, e successivamente venne dato l’annuncio che Ben Ali, dopo essere stato dal 7 novembre 1987 alla presidenza della Tunisia, aveva lasciato il Paese. Dopo la cacciata dell’ex leader si insediò un governo provvisorio, contro il quale continuarono le proteste. Infine, nel dicembre 2011, venne eletto presidente Moncef Marzouki.  L’attuale leader tunisino, Caid Essebsi, è stato eletto il 21 dicembre 2014.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.